Parisse: “Giochiamo per vincere, non per fare bella figura”

Ok, noi siamo già pronti, l’appuntamento è per le 15 e 30. La birra è in frigorifero, poi tireremo le tende, ci metteremo sul divano, e la festa potrà iniziare. Tra poco il Flaminio si riempirà di tifosi inglesi e italiani. La nostra convinzione è che vedremo una bella partita, una nazionale italiana determinata e forte e dall’altra parte un Jonny Wilkinson tornato agli antichi splendori (vedi il video).

Prima di continuare segnaliamo una cosa, ci è tornato in mente un titolo del Sun del 1° aprile 2007, in occasione della partita di Champions Roma-Manchester, in quell’articolo si leggeva: “Tifosi del Manchester attenti: c’è un rischio reale che possiate essere attaccati dagli ultras romanisti. Per andare allo stadio evitate il metrò e il ponte Nenni, potreste essere aggrediti”. Ci fermiamo a segnalare l’articolo, a voi le conclusioni.

Per oggi ai tifosi rugbysti diciamo, parola d’ordine: “Meno tifosi e più sportivi” (vedi l’articolo).

Entriamo nel merito, gli azzurri del rugby, Nick Mallett ieri ha afermato: << Sono molto emozionato al pensiero di vedere il pubblico italiano riempire il Flaminio, sarà una partita molto importante e, se riusciremo a migliorare in alcune cose rispetto alla gara al Croke Park con l’Irlanda, avremo l’opportunità di far bene anche contro l’Inghilterra”. Secondo Mallett “sarà importante essere concentrati per tutti gli 80′ minuti di gioco, non solo nelle fasi iniziali, perché ogni attimo della partita può alla fine risultare fondamentale”. E in effetti la partita di ieri Francia-Irlanda ce lo ha dimostrato: bastano pochi minuti per vincere o perdere, non bisogna mai mollare.

Parlando della sua esperienza in Italia Mallett ha poi aggiunto: << sono molto contento dell’ambiente che c’è intorno alla squadra. Prima di scegliere l’Italia già sapevo che c’era questo affetto, così come sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida difficile visto il ritiro di Troncon e l’assenza di un numero 10 di livello internazionale. Comunque sono molto soddisfatto del lavoro fatto fin qui da Masi e Travagli”.

In conferenza la palla passa poi al capitano Sergio Parisse che oggi compie la sua 50/a partita in maglia azzurra: <<Per me sarà una doppia emozione perché farò 50 caps e giocherò per la prima volta in casa da capitano. Il periodo del mondiale non è stato positivo perché non abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati, ma non è vero che la squadra è divisa in clan. I buoni rapporti tra noi giocatori non sono mai venuti meno>>. Non diciamolo nemmeno per scherzo, solo l’unità da la vittoria, solo la capacità del singolo di offrire una parte delle proprie convinzioni in favore di una condivisione totale può portare alla vittoria. Sempre la partita di ieri di Francia-Irlanda lo ha dimostrato. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, citando il filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “uniti come l’acqua coi pesci”.

Parisse conclude affermando che <<sarà un piacere giocare in casa con tutta questa gente. Penso che il loro interesse per il rugby e l’affetto per questa squadra siano la conseguenza del gioco e dei risultati che noi giocatori abbiamo fatto in campo. Ce lo siamo meritati, ma dovremo confermare quanto fatto di buono. Scenderemo in campo per vincere, non per fare bella figura. Non serve giocare bene e perdere di uno o due punti, magari con onore, perché poi alla fine sempre una sconfitta rimane. Io sono fiducioso, sarà sicuramente una battaglia>>

Tanto per farci del male vi ricordiamo un nostro vecchio post: “Lettera aperta alla nazionale“.

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Wilkinson: “ho ancora molto da dire”

“Ho ancora molto da dare”. Dopo la disfatta di Twickenham contro il Galles Jonny Wilkinson alza la voce. In molti pensavano che il ct Brian Ashton potesse accantonarlo per fare spazio al talento emergente Danny Cipriani. Ma non è andata così e a chi lo vede come una stella ormai in discesa risponde tramite un’intervista alla BBC: “Sono sempre stato il primo a giudicare con durezza le mie prestazioni ho imparato molto dalla gara con il Galles e so in cosa posso migliorare. Da ogni sconfitta si può prendere qualcosa di buono e sono convinto che nel lungo termine ci saranno effetti positivi sulla squadra. E se io sono quello tra tutti che deve imparare di più da questa gara, bene. Sono convinto di poter essere un giocatore migliore già dalla partita di domenica con l’Italia”. Ashton volendo, a nostro avviso giustamente, evitare l’effetto “capro espiatorio Wilkinson” fa sapere: “Bisogna che ci sia una presa di responsabilità collettiva da parte del gruppo – ha detto il ct – in campo non ci va un solo giocatore”.

Non ci tolgono Wilkinson

Che quest’anno il torneo del 6 nazioni fosse caratterizzato da colpi di scena e momenti di tensione gia ce ne eravamo accorti. Ancora prima dell’inizio anche noi da FlexRugby abbiamo diramato più volte il bollettino degli infortuni, esoneri e ritiri. Sarà l’effetto mondiale, sarà l’intensità dell’anno agonistico sempre più ricco di eventi importanti ma le squadre del torneo hanno dovuto tutte fare i conti con numerosi cambi e fuori programma. Il caso più eclatante poteva essere l’esclusione del mitico Jonny Wilkinson che ha seriamente rischiato una squalifica. Ieri il verdetto della commissione disciplinare: non vi è stata volontarietà da parte Wilkinson [in merito all’infortunio subito da J. Thomas durante Inghilterra-Galles), il fatto non sussiste. Bene, domenica prossima potremo quindi gustare la presenta di questo campione sul campo italiano, il Flaminio di Roma nell’attesissima Italia-Inghilterra. Senza di lui il rischio era di vedere un’Inghilterra fortemente demotivata e di conseguenza un brutto rugby. Cosa sarebbe stata la partita Irlanda-Italia senza la presenza di O’Driscoll (vedilo)? Non ci sarebbe stato il placcaggio di Bergamasco (vedilo), insomma noi gli avversari forti li vogliamo.
In attesa della partita di domenica stiamo preparando un mini documentario su Jonny Wilkinson che sarà pubblicato nei prossimi giorni (tornate a trovarci).

Vedi il filmato: