Lettera aperta alla Nazionale Italiana…

…alla luce dei fatti che avviliscono la nazione
Se le cose procedono come è prevedibile che sia gli Azzurri si troveranno al 6 Nazioni in piena crisi di governo, forse la più brutta crisi della storia della Repubblica Continua >>

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RUGBY, 6 Nazioni: E’ PARISSE IL NUOVO CAPITANO DELLA NAZIONALE

Confermato, è il ventiquattrenne Sergio Parisse, terza linea dello Stade Francais, il nuovo capitano dell’Italia del rugby. Alto 1.96 per 110 chili di peso, Parisse è stato nominato oggi dal commissario tecnico Nick Mallett che conferma così la sua volontà di puntare sui giovani. Dal 2002 ad oggi, l’azzurro ha preso parte a 48 test-match internazionali (che includono la partecipazione a due edizioni della Coppa del Mondo). Parisse rileva i gradi dal seconda linea del Gloucester Marco Bortolami, per 37 volte alla guida dell’Italia. Si sapeva, lo abbiamo scritto questa mattina (vedi articolo), Parisse era tra i tre “papabili” assieme a Bergamasco e Bortolami ma in molti ritenevano ormai Bergamasco il nome designato.

Invece Mallett ha voluto il più giovane, soli 24 anni ma carattere e “testa” da vendere. Nell’intervista riportata nell’articolo di questa mattina Bortolami affermava riferendosi a Mallett: “ho apprezzato la sua idea di un capitano che sia al pieno servizio della squadra e mai una star. Se il capitano sarà qualcun altro, mi metterò a disposizione per il bene del collettivo, come ritengo di avere sempre fatto”. Sempre nella stessa intervista Bortolami definisce Mallett il migliore alleatore possibile… bisogna ammettere che piace gia a molti ma si sa nel rugby si parla sul campo… e non vediamo l’ora di vedere questa bella nazionale.

Intanto le prime dichiarazioni:

Mallett: ” Sergio è un atleta di personalità, rispettato dai compagni, dagli arbitri e dagli avversari, tutti aspetti fondamentali per ricoprire il ruolo di capitano della Nazionale. Guardiamo al futuro e siamo pronti ad iniziare un nuovo capitolo nella storia del rugby italiano”.
Parisse: “E’ una grande gioia, sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, essere Capitano di questa Nazionale è un privilegio ed un onore, farò sempre tutto il possibile per dimostrare di aver meritato questi gradi”.

Capitano della squadra Nazionale Italiana: iniziano i ballottaggi per il 6 Nazioni

In molti si domandano: “chi sarà il capitano della nazionale al  6 nazioni?”
Non si sa, questa è la risposta. Ma nell’ambiente iniziano a circolare alcuni nomi. Secondo qualcuno Mallet avrebbe scelto tra Marco Bortolami, Mauro Bergamasco e Sergio Parisse. Mauro Bergamasco sembrerebbe il più accreditato (utilizziamo sempre il condizionale, è d’obbligo). Tra ottimi giocatori e sicuramente ognuno di loro può essere un ottimo capitano della Nazionale per il 6 nazioni 2008.  
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Marco Bortolami (27 anni, 64 presenze con l’Italia) piacerebbe a molti ma l’impegno costante che il Gloucester gli richiede potrebbe compromettere la sua candidatura a skipper della Nazionale.
In un intervista sul Corriere del Veneto Bortolami afferma:
<< Abbiamo raggiunto l’accordo ancora prima dei Mondiali” [tra lui e Mallet”], “in Inghilterra sto vivendo qualcosa di speciale e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di prolungare questa esperienza”.
Sarai ancora tu il capitano degli azzurri?
“Lo deciderà l’allenatore alla vigilia del Sei Nazioni. Ne ho parlato con Mallett in modo molto franco e aperto ed ho apprezzato la sua idea di un capitano che sia al pieno servizio della squadra e mai una star. Se il capitano sarà qualcun altro, mi metterò a disposizione per il bene del collettivo, come ritengo di avere sempre fatto”.

Vedi: Mallett scopre le carte, 22 italiani al 6 nazioni (molti volti nuovi) – Calendario completo del 6 nazioni 2008
I canali di acquisto dei biglietti del Flaminio:
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Sergio Parisse: la fortuna non è cieca

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Ogni appassionato di Rugby sà chi è Sergio Parisse. Per noi è “il rugbista moderno”: veloce, agile, un numero 8 che si adatta a tutti i ruoli.
Parisse è un numero 8 che si permette veri miracoli come il drop piazzato da 35 metri di distanza durante una partita del campionato francese.

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Un ragazzo educato bene, da due genitori forti emigrati in Argentina negli anni ’80. Il padre, Sergio Sr., fu ala dell’Aquila negli anni ‘60-70.

Della sua famiglia Parisse dice: <<Sono loro i primi ad aiutarmi e sostenermi in ogni momento della mia vita. Con la mia sorellina ho un rapporto molto stretto…  Mio papà è il mio tifoso numero 1 e, sebbene all’inizio non fosse molto convinto della mia carriera rugbistica. Una volta compreso che il rugby era la mia passione e la mia vita, è stato il primo a seguirmi ed a guidarmi in tutto.  E, per finire, c’è la mia mammina: è la piu coccolona di tutti ed è anche colei che veramente si preoccupa di più per me>>.

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Nato a La Plata, città argentina a circa 60 Km dalla capitale Buenos Aires, il 12 settembre 1983, Sergio è stato educato all’ottimismo.

 

Non all’ottimismo superficiale del “tanto alla fine va sempre tutto bene” ma all’ottimismo del “se ci credi fino in fondo e decidi di lottare puoi raggiungere qualsiasi meta”. Cosa significa? Diciamo questo: tirare un calcio da 35 metri e piazzarlo in mezzo ai pali è si bravura tecnica, è si fortuna ma è anche “averci creduto dall’inizio alla fine”. 

  

Per entrare nel merito della questione citiamo il filosofo D. Ikeda: “Il modo in cui orientate il vostro pensiero, il tipo di atteggiamento che assumete, influenzano sia voi sia il vostro ambiente”.  Parisse è uno fortunato, ma la sua non è quel tipo di fortuna che ti fa vincere alla lotteria, la sua è la fortuna di chi cambia il corso degli eventi, di chi con una forte determinazione riesce a dirigere il proprio destino verso la vittoria finale…

Sergio è stato notato quasi per caso dallo staff azzurro nel 2001, quando l’Italia Under 19 era in Argentina per prepararsi ai mondiali. Reputando il giovane numero 8 molto interessante, lo staff azzurro lo invitò ad allenarsi con il gruppo e senza nemmeno capire come il ragazzo si trovò con gli under azzurri a giocare i Mondiali. Una svolta e una botta di fortuna, ma prima di quell’evento? Allenamento, allenamento, allenamento.

Dal 2001 la strada di Sergio è stata tutta in salita sino al 2007 anno in cui ha ricevuto il premio di giocatore dell’anno.  

Oggi Sergio è Capitano della Nazionale Italiana di Rugby… ciò è frutto di costanza, carattere, coraggio e di una mente sempre proiettata alla vittoria. Risultati simili si ottengono solo con sangue e sudore, con umiltà ed impegno.

Il succo di tutto questo elogio a Parisse è che tutti i giovani rugbisti possono potenzialmente diventare un Parisse, diventare dei leader, ciò che conta è l’atteggiamento, la determinazione. Giovani rugbisti impegnatevi, non fatevi scoraggiare dalla fatica e dalle difficoltà e vedrete che la fortuna non sarà bendata ma vi verrà a cercare.

Per ora Forza Azzurri, la nostra mente ed il nostro cuore sono con voi. 

Una piccola nota: complimenti a Sergio anche per la splendida fidanzata Miss Europa 2007

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Il Ruolo di Parisse:

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