Mallett, tra due ore i titolari del 6 nazioni 2008

Ormai ci siamo, stiamo ancora contando i giorni ma tra non molto passeremo alle ore, poi ai munti ed infine ai secondi. Poi 80 minuti nei quali vincere o perdere. Vogliamo la vittoria ma non è fondamentale, ciò che conta è non uscirne sconfitti. Sconfitti nel rugby non significa non ottenere il miglior punteggio ma rendere la vita facile all’avversario, non scendere in campo al 100%, non essere corretti ed uniti. Ciò che chiediamo agli azzurri di Nick Mallett e Sergio Parisse, lo abbiamo gia detto, è un bel esempio all’Italia. Sappiamo tuttavia gia da ora che non saremo delusi. Ora attendiamo di sapere i nomi dei titolari, oggi alla 12e30 Mallett scoprirà le ultime carte e fornirà la rosa di nomi. Chi saranno i successori di Troncon e Pez? Tra poco più di due ore la risposta. Per ora vi rimando al nostro post “Meno cinque all’RBS 6 Nazioni: Bergamasco, Troncon e Parisse carichi come non mai” vedi anche “Nick Mllett: voglio vincere sempre“. A dopo.

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Biglietti per il 6 nazioni, ormai solo su ebay

Osservando le statistiche del blog ci siamo accorti di quanti ancora oggi siano alla disperata ricerca degli ultimi biglietti per i due match casalinghi del 6 nazioni. Nemmeno nel film la fabbrica di cioccolato si era vista tanta frenesia. Questo ci dice due cose: 1) il rugby sta crescendo in modo esponenziale, 2) lo stadio Flaminio è già troppo piccolo. Intanto mentre la Federezione Italiana Rugby (FIR) informa che non vi sono più biglietti disponibili per le due partite casalinghe contro l’Inghilterra e la Scozia su ebay impazzano le aste per gli ultimi biglietti.

Meno cinque al 6 nazioni: Bergamasco, Troncon e Parisse carichi come non mai

Mancano 5 giorni al match tra Italia e Irlanda in casa dei verdi di O’Driscoll. Gli azzurri sembrano carichi, decisamente rispettosi dell’avversario ma consapevoli di poterlo battere. Mirco Bergamasco è già praticamente in campo, non vede l’ora di guardare negli occhi gli irlandesi, scotta ancora quella partita del 24 agosto del 2007. In una recente intervista afferma: <<Nella squadra c’é tanta voglia di tornare a competere e dimenticare la delusione del Mondiale. Ogni tanto ancora penso a quella partita di St. Etienne persa contro la Scozia, e alle lacrime di alcuni miei compagni. Dobbiamo riscattarci>>. Siamo un gruppo in cui ci sono molti più giovani rispetto agli anni scorsi, e per questo siamo in crescita. Cerchiamo di migliorare ogni giorno. Con Mallett mi trovo bene>>. Alle parole di Bergamasco fanno eco quelle di Alessandro Troncon, ex giocatore oggi allenatore in seconda della nazionale: <<L’Irlanda cercherà di metterci in difficoltà con i suoi notevoli mezzi fisici ma noi non siamo da meno>>. Sicuro anche il giovane neo capitano Sergio Parisse:<<Ho fiducia in me stesso, sono sicuro che farò le cose giuste>>. L’unico che butta acqua sul fuoco è Mallett che con grande saggezza cerca di placare gli animi e guidare il gruppo verso la giusta concentrazione, da giorni continua ricordare che: <<Sarà una gara dura. L’Irlanda arriva da un Mondiale andato piuttosto male e avrà voglia di riscattarsi. I loro club stanno facendo bene nelle coppe europee, ed anche per questo penso che per noi sia un match piuttosto difficile>>


Intanto riproponiamo nuovamente la sintesi della famigerata sera del 24.08.07 sotto il cielo d’Irlanda.

Cercasi stemma per la Nazionale

Ieri ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato dal portale NordEst con il quale, lo dobbiamo dire, ci troviamo ben poco d’accordo. La tesi di NordEst è questa: la Nazionale Italiana sarebbe tra le 6 nazioni dell’omonimo torneo l’unica a non avere una Nazione alle spalle. Se abbiamo ben capito la tesi NordEst vorrebbe al Six Nations una squadra Veneta con propri colori e giocatori ritenendo l’unità dell’Italia una sorta di errore storico. Senza voler entrare in polemica, rispettando totalmente e senza riserve la libertà di opinione dei redattori di NordEst, vorremmo semplicemente ricordare che non solo gli azzurri di Nick Mallett hanno una nazione che li sostiene (e l’affluenza al Flaminio lo dimostra) ma gli stessi giocatori che compongono la squadra nazionale provengono un po’ da tutta Italia. Vi sono poi casi come quello del giovane capitano Sergio Parisse che è figlio di genitori del centro Italia emigrati in Argentina negli anni ’80. Lo stesso allenatore nemmeno è Italiano. Insomma riteniamo che il rugby anche in questo sia decisamente avanti: da sempre si presenta come lo sport che unisce ne sono un esempio la Nazionale Irlandese (che da sempre unisce l’Irlanda del Nord ed Eire in un’unica federazione) ed il Sud Africa che ha fatto della nazionale il simbolo della riappacificazione post fine apatheid (vedi il nostro articolo).

La questione finisce qui, ripetiamo non è nostra intenzione entrare in polemica con NordEst. Questo incipit e questa precisazione ci servono però per mettere in risalto un punto interessante sollevato da questo portale, un punto non fondamentale ma sicuramente curioso. Tutte le squadre che partecipano al sei nazioni hanno uno stemma: la rosa rossa dei Lancaster per l’Inghilterra, per la Scozia se ricordiamo bene è il Cardo, fiore di campo delle highlands con valenza mitica (Braveheart-Wallace lo teneva nel fazzoletto), il Dragone gallese e il Galletto francese ed infine il trifoglio Irlandese. L’Italia non ha uno stemma, la cosa non fa gran differenza ma sarebbe bello trovare un simbolo capace di sintetizzare l’unità della nostra nazione. Se qualcuno tra voi lettori ha un’idea perché non proporla nel nostro forum o in altro spazio, chi lo sa, ne potrebbe uscire qualcosa di buono. Ne siamo certi i Camuni (nostri numerosi lettori) non mancheranno di proporre “il guerriero camuno” o “la rosa camuna” già simbolo (se pur molto stilizzata) della Regione Lombardia.

Mallett: “il 6 Nazioni manca di intensità”

A pochi giorni dal fischio di inizio del 6 Nazioni un po’ tutte le squadre si trovano ancora alle prese con gli infortuni di preziosi giocatori. Secondo molti la causa di tante esclusioni eclatanti (pensiamo alla stesso Bortolami per l’Italia e a Brian O’Driscoll per l’Irlanda) è da ricercare nel calendario degli eventi rugbistici dell’emisfero Nord diventato troppo denso ed impegnativo. Una critica che ci deve far riflettere perché troppo assomiglia a cose già dette nell’ambiente del calcio. Qui tutte le sirene si devono accendere e l’attenzione deve restare alta. Anche il nostro allenatore, Nick Mallett è dello stesso avviso, anzi secondo Mallett l’intensità del calendario influisce negativamente sulla qualità generale del rugby giocato. In una recente intervista Mallett afferma che l’intensità del gioco che si vede nel 6 Nazioni è molto più bassa rispetto a quella del Tri Nations. Secondo il coach azzurro “Tecnicamente possono non esserci grandi differenze, ma manca l’intensità” – poi Mallett insiste – “Il 6 nazioni si disputa in mezzo alla stagione, non c’è il tempo per prepararsi adeguatamente. Inoltre i giocatori sanno di avere altri 5 mesi di attività dopo il 6 Nazioni e si risparmiano”. Frasi che ci fanno un po’ preoccupare ma che tuttavia ci sentiamo di sostenere la nostra paura più grande: vedere il rugby sacrificato a logiche dei media e del mercato come avviene per il calcio. Questo no ndeve accadere.
Per il calendario del 6 Nazioni clicca qui

6 nazioni 2008. Irlanda:In dubbio la presenza di O’Driscoll

La Nazionale Irlandese è in fibrillazione per il suo capitano. Brian O’Driscoll potrebbe infatti non giocare nella sfida contro l’Italia. Uno dei capitani più amati dagli irlandese potrebbe non entrare in campo il 2 di febbraio al Croke Park di Dublino per via di un brutto infortunio all’anca. Brian O’Driscoll gioca nella Nazionale dal 1999, ha capitanato i British & Irish Lions (i migliori giocatori delle isole britanniche) nella tournée in Nuova Zelanda dell’estate 2005 ed ha giocato ben 8 tonei del 6 Nazioni.

Brian O’Driscoll moment of genius

6 Nazioni: La lista di O’Sullivan, fuori il tallonatore Flannery

Eddie O’Sullivan, il ct della nazionale irlandese, ha reso nota la lista dei convocati al Sei Nazioni 2008. Quattro emergenti: il tallonatore Bernard Jackman, la terza linea Jamie Heaslip, il pilone Tony Buckleye e l’estremo Robert Kearney. Bernard Jackman sostituirà Jerry Flannery il tallonatore titolare squalificato per 8 settimane per aver eseguito uno stamping (calpestare l’avversario con i tacchetti) durante una partita dell’Heineken Cup. Lo stamping di di Flannery è stato ritenuto dalla commissione giudicatrice “del livello più grave come pericolosità”. 
 

Il video dello Stamping di Flannery

Gli altri convocati da O’Sullivan: Dempsey (Leinster), D’Arcy (Leinster), Kearney (Leinster), G. Murphy (Leicester), B. O’Driscoll (Leinster), O’Gara (Munster), Reddan (Wasps), Stringer (Munster), Trimble (Ulster), P.Wallace (Ballymena), R. Best (Ulster), Buckley (Munster), S. Easterby (Llanelli), Hayes (Munster), Heaslip (Leinster), Horan (Munster), Jackman (Leinster), Leamy (Munster), O’Callaghan (Munster), M. O’Driscoll (Munster), O’Kelly (Leinster), D. Wallace (Munster).