La cosa più bella? i tifosi

 

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Mancano 10 minuti al fischio di inizio e noi vogliamo congelare le nostre sensazioni prepartita. La cosa più bella? I tifosi. Non c’è paragone con quell’altro sport, quello con la palla non ovale, qui c’è gioia, fratellanza ed amicizia con l’avversario. Italiani che bevono birra assieme agli irlandesi nei tanti pub nei pressi dello stadio. Che sport fantastico.

R. Vallecamonica vs. R. Desenzano, una partita giocata col cuore

Ieri siamo andati in Vallecamonica per seguire l’incontro Rugby Vallecamoonica vs. Desenzano. Una bella partita, equilibrata, che si è conclusa con il risultato di 3 a 8 per il Desenzano. [Il video della partita sarà pubblicato in questo blog mercoledì prossimo]. Ieri abbiamo visto in campo due squadre ben motivate e corrette nel gioco. Guardando la partita abbiamo avuto una piacevole impressione: in campo non vi erano due gruppi contrapposti, in guerra, ma due squadre che prima di tutto lottavano contro sé stesse come se in campo l’avversario fosse l’amico o l’espediente che aiuta a crescere e “tira fuori il meglio”. L’allenatore del Rugby Vallecamonica, Stefano Ghirardelli ex. giocatore del Calvisano, ama ripetere: “in campo non si gioca contro ma con”. Bene, ieri questa teoria l’abbiamo vista concretizzarsi ed è stato bello. Ma cosa significa che ieri le squadre hanno giocato più contro sé stesse che non contro l’avversario in campo? Partiamo da questa circostanza: a fine partita, nonostante un giudizio complessivo molto positivo, abbiamo notato una tendenza umana, molto umana, sulla quale il Rugby Vallecamonica deve ancora lavorare. Questa tendenza è quella che il filosofo giapponese Daisaku Ikeda definisce: “approccio esterno al cambiamento”. continua >>

Nick Mallett: voglio vincere sempre

Nick Mallet sembra voler rispondere alla nostra lettera aperta del 21 gennaio. Dichiara di voler vincere sempre!! Questo ct sudafricano ci piace, gia lo abbiamo detto. Non ci interessano tanto i risultati quanto lo spirito che sarà messo in campo. Mallett dichiara: “Cercheremo di vincere ogni partita, servono cuore, coraggio e orgoglio”. Da riscattare c’e’ l’uscita agli ottavi dai Mondiali di settembre in Francia. Tra gli azzurri novità ed esclusioni eccellenti. Mallett precisa: non c’e’ niente di definitivo. Ripetiamolo ancora, per vincere servono: “cuore, coraggio e orgoglio”.

Continua l’esperimento “Vallecamonica”

Continua la nostra avventura in serie C con il Vallecamonica. Perché questo blog abbia scelto di seguire questa squadra gia lo abbiamo spiegato: il Vallecamonica (la squadra) ci rappresenta e rappresenta le migliaia di giovani che tutte le domeniche, in tutta Italia, si impegnano per far crescere questo sport. La Valle Camonica (il luogo) rappresenta il profondo Nord: un territorio difficile, denso di contraddizioni, luogo economicamente svantaggiato posto nel centro della così detta locomotiva d’Italia (la Lombardia). Luogo che rappresenta le ombre nascoste sotto le abbaglianti luci dell’impero economico lombardo. Il/La Valle Camonica può essere simbolo di tutti i sud del mondo e testimonial di tutti coloro che con costanza e dedizione si impegnano per migliorare se stessi e, di riflesso, il proprio ambiente. Il Vallecamonica esiste da poco più di 5 anni, nasce dall’incontro tra due ex giocatori del Calvisano (il Ghiro e il Maui). L’incontro di domenica prossima sarà tra Rugby Vallecamonica e Desenzano (altra squadra giovane che cresce molto velocemente). Domenica li seguiremo con le telecamere del Blog per poi proporvi in settimana la partita mentre questa sera saremo sul campo di Bienno (piccolo paesino medioevale posto nel centro della Valle) per incontrare i giocatori.

Nick Mallett: “Con l’Irlanda sarà una partita durissima”

Doppio allenamento sul campo numero due dell’Acqua Acetosa di Roma per la Nazionale di Nick Mallett in vista del fischio d’inizio dell’RBS 6 Nazioni 2008.Analogo il copione delle due sessioni tecniche svolte oggi, con lavoro fisico ridotto al minimo per recuperare dagli impegni del fine settimana nelle Coppe Europee.Intanto in un’intervista Mallett fa sapere: ”Sarà una gara dura. L’Irlanda arriva da un Mondiale andato piuttosto male e avrà voglia di riscattarsi. I loro club stanno facendo bene nelle coppe europee, ed anche per questo penso che per noi sia un match piuttosto difficile”. Come sappiamo l’appuntamento, per capitan Sergio Parisse e compagni, è fissato per il 2 febbraio al Croke Park di Dublino, contro l’Irlanda (ore 14.00 locali, 15.00 in Italia, diretta tv La7).

Il check medico a cui il dottor Gianluca Melegati e il suo staff hanno sottoposto in mattinata i trentadue Azzurri non ha evidenziato particolari problematiche: riposo obbligatorio solo per il seconda linea del Gloucester Marco Bortolami, fermato precauzionalmente dai sanitari dopo un colpo all’area orbitale sinistra riportato in Heineken Cup, ed il centro Gonzalo Canale, che sta recuperando da un infortunio alla coscia destra riportato nel mese di dicembre.
Nei prossimi giorni Mallett annuncerà i ventiquattro convocati per la trasferta di Dublino contro l’Irlanda, turno inaugurale dell’RBS 6 Nazioni 2008, partenza per Dublino giovedì 31.

Una BELLA sconfitta, e il senso di missione :)

Ieri la squadra del rugby Vallecamonica ha perso.
La sconfitta è sempre amara ma ci sta tutta. Il Cologno Monzese ha giocato bene, ha dimostrato una crescita notevole nella tecnica, nella forza ma soprattutto nella testa, una mentalità veramente vincente. Per quanto riguarda la squadra che noi abbiamo deciso di seguire, il Rugby Vallecamonica, bisogna rilevare alcuni atteggiamenti positivi. Togliendo i primi 10 minuti nei quali la squadra è apparsa disorientata e confusa, il resto della partita ha messo in luce un cambio di tendenza, i ragazzi stanno tornando come all’inizio del campionato, sta tornando la voglia di vincere ma soprattutto la voglia di giocare divertendosi.
Ora, una sconfitta non è cosa negativa di per sé, lo è se non la si trasforma in occasione di crescita, lo è se ci si lascia scoraggiare…Lo abbiamo gia detto, il gioco del rugby è come la vita (vedi l’articolo), è un trasposizione mitologica del quotidiano… nel rugby come nella vita la strada per la vittoria è lunga e difficile. Ciò che serve è l’allenamento per riuscire a percepire la strada verso la vittoria come un piacere e non come una sofferenza. E’ come scalare una montagna, per qualcuno è un piacere e per altri è un calvario.
Bisogna puntare dritti alla meta ripetendosi ogni giorno: OGGI PIU’ DI IERI E DOMANI PIU’ DI OGGI, oggi più di ieri e domani più di oggi… abbiamo dato il 100% o ci siamo risparmiati? Ma quale è la meta? Quale è la guerra da vincere? Domanda complicata e risposta ancora più ardua.
Per ora due punti:
1 – Nel rugby, come nella vita, su cosa vinciamo? Sull’altra squadra? Oppure sempre per attingere ad esempi dal qu0tidiano… sul datore di lavoro  stronzo? Sul mondo che non ci capisce? Sulla fidanzata che ci ha mollato? Su una malattia che ci fa star male? La risposta è semplicemente No, No, No… la vittoria è sulle paure,  sul nostro “piccolo io” che ci rende egoisti, collerici, depressi e che ci impedisce di vedere la grandezza del mondo, in una parola: sui nostri “demoni”…  E la vittoria la si costruisce a piccoli passi, migliorandoci giorno per giorno e prendendo la sconfitta di una battaglia come occasione di crescita per vincere la guerra. Nel rugby si dice che una meta la si costruisce un centimetro alla volta avanzando sempre senza mai indietreggiare, è proprio così, guardare sempre avanti e mai indietro, sempre avanti.
2 – Il secondo punto è sul “noi e gli altri”. Come detto non si gioca contro l’altra squadra, come dice sempre il ghiro (l’allenatore) si gioca con e non contro. Come detto i nemici da battere sono i nostri demoni non il Cologno MOnzese o altre squadre, loro in realtà sono compagini di gioco. Ma… perché facciamo questa guerra contro il “lato oscuro della forza” (per citare guerre stellari)? Lo facciamo per noi? Solo per noi? no, non avrebbe senso parlare di grande vittoria, i demoni continuerebbero a vincere. Noi lo facciamo perché migliorando noi stessi miglioriamo il nostro ambiente creando una reazione a catena che può cambiare il mondo intero.  Scusate se mi ripeto ma ricordate il caso Sud Africa con la squadra di rugby e Nelson Mandela.E allora la partita di ieri è stata positiva perché ci serve per crescere ed anche perchè in campo sono scesi tre ragazzi dell’Under 19, tre giovani leve, sono i giovani il futuro di questo sporto (come dice Mirco Bergamasco in questo video) e il futuro del mondo… e la prima squadra sta spianando loro la strada, questa è la vittoria,  ragazzi della prima squadra non mollate mai e siate buoni esempi!! La vostra è una grande occasione.
Si tratta di una rivoluzione, è una rivoluzione umana quella che dobbiamo compiere… ricordiamoci: per vincere una partita di rugby serve si la tecnica e la forza fisica ma ancora di più serve il cuore e la testa, serve il coraggio del leone e la capacita di vedere la squadra intorno a noi… come dice Galimberti: la vittoria è sempre più una questione di testa.E allora forza, rimbocchiamoci le maniche, divertiamoci (è fondamentale) e miriamo in alto e lontano… per non mollare non serve un obiettivo grande ma serve un obiettivo impossibile.
Mettiamoci mete a 5 e 10 anni e miriamo senza sosta al loro raggiungimento.Quindi la sconfitta di ieri è stata una fantastica sconfitta, usiamola e andiamo avanti.
Comunicazione di servizio: Ricordo che Mercoledì mattina, in anteprima, la partita con commento di Romano Minoia, le interviste ai ragazzi dell’UNDER 19 ed una chiusura del Rugby Monza da non perdere (un po’ XXX).   

cologno monzese vs rugby vallecamonica

Primo Tempo

Secondo Tempo


Interviste di fine partita

“Nudi alla Meta”: Per guardare questo filmato serve molto, troppo coraggio 🙂