Mediaset: «Stop al servizio su Mastella», Sortino lascia le Iene

Lo sapete noi di FlexRugby non ci limitiamo a parlare di Rugby. Ci sono molti altri blog e altre testate giornalistiche che lo fanno anche meglio di noi. Cito ad esempio un blog che a noi piace molto: rugby1823 (per chi non lo sapesse il 1823 si presume si l’anno in cui è nato il rugby, vedi l’articolo). Noi partiamo dal rugby, dai valori che ci insegna, per poi guardare alla società in cui viviamo. Riteniamo che si possa e si debba essere rugbisti sul campo, durante gli allenamenti e nella vita quotidiana. Noi preferiamo accostare al grande rugby internazionale piccole storie di rugby quotidiano, come diciamo noi (il rugby guardato dal basso). Inoltre sapete anche, se ci state seguendo, che noi siamo molto attenti al sistema dei media nazionali (ed anche locali) in quanto è da li che proveniamo, anzi per la verità è in quel settore che alcuni di noi lavorano, questo blog è senza scopo di lucro e lo facciamo solo per passione.

Ora, tutta questa premessa per parlarvi di un fatto che ci deve far riflettere, il fatto è questo: Alessandro Sortino, la iena dai capelli rossi che da anni fa servizi scomodi nel napoletano (sanità, corruzione, privilegi) non fa più le iene, gli hanno bloccato un servizio sul figlio di Mastella. Vi ricordate del nostro articolo dal titolo “Quando il rugby intacca il sistema”? In quell’articolo abbiamo riportato la nostra tesi sul perché le grandi emittenti si rifiutano di dare il giusto spazio al rugby. Abbiamo detto che per motivi economici e politici i direttori di rete lavorano per mantenere il livello del target il più basso possibile. Gli uomini veri, quelli del rugby, piacciono poco al sistema dell’informazione, sono troppo autentici, giusti, e corretti. Il sistema dell’informazione preferisce parlare di Moratti, di Moggi, degli scontri tra i tifosi del calcio, di come quel giocatore ha chiamato la figlia etc. etc. Parola d’ordine “non far crescere culturalmente il target”. “La verità non va mai detta, bisogna lavorare per creare un mondo finto, dobbiamo coltivare il terreno ideale per la pubblicità e per la politica di partito”, questo è ciò che pensano i direttori di rete, i direttori di palinsesto ed i manager delle grandi emittenti. Credeteci, parliamo per cognizione di causa.

Il fatto “Sortino” è molto grave, all’intervistatore del Corriere della Sera la ex Iena dice: “Mediaset impedisce la messa in onda questa sera del mio servizio sul viaggio a Ceppaloni con il mio scambio con il figlio del ministro Mastella, Elio». «Sono stato diffamato dal figlio di un ministro e da un ministro e la mia azienda non mi permette di dirlo. Non ci sono più le condizioni per fare le Iene, cioè la libertà e la leggerezza». «Nel pezzo, giudicato equilibrato anche dai miei capi – insiste Sortino – raccontavo con la mia telecamera quello che realmente è accaduto, con immagini in più rispetto a quelle riprese da Sky Tg24. Se fosse andato in onda, si sarebbe visto che non ho fatto alcuna illazione sul lavoro del figlio di Mastella. Sono arrivato quando si stava già sfogando con alcuni giornalisti della carta stampata. L’unica domanda che gli ho fatto riguardava il patrimonio immobiliare, la casa acquistata a prezzi di favore. Altre domande che si sentono nel filmato, peraltro legittime, sono state fatte dal giornalista di Sky».

A nostro avviso il modo migliore per dire la nostra è non guardare più le Iene, credeteci è il modo migliore, l’Audience da il potere al popolo, alle gente, qualche punto in meno negli ascolti equivale a perdite di centinaia di migliaia di euro. Quindi più Internet e meno Tv. Scusateci se ogni tanto inseriamo articoli che con il rugby c’entrano ben poco, ma noi siamo fatti così.

 

Chi è sortino: vedi filmato reporter diffuso (interessante intervista con bella tesi, che sottoscriviamo, sulle immagini sporche).
Vedi il filmato (non concluso) dell’incontro con il figlio di Clemente

William Ellis, la purezza del gesto

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La leggenda, il mito, vuole che il rugby sia nato per via di un gesto di rottura: si dice fosse il 1832 quando William Webb Ellis “raccolse la palla e si mise a correre” mentre giocava a calcio alla Rugby School. Come detto siamo tra il mito e la realtà ma ad ogni modo ancora oggi il trofeo della Coppa del mondo di Rugby è dedicato a Webb Ellis e una placca alla “Rugby School” commemora il suo gesto. Ellis fu ciò che oggi definiamo uno spirito libero, un ragazzo che voleva andare oltre le regole stuccose e ricercare la “verità” nella bellezza di un gesto puro. Lui prese semplicemente la palla e si mise a correre verso la meta. Anche la meta, si chiama appunto meta, cosa c’è di più bello?… un nome che non lascia spazio ad interpretazioni, non è goal o canestro, non è un punto definito alla fine del campo ma è la fine del campo e a dire il vero è oltre la fine, la palla va portata oltre la linea di meta. Anche questo è un bel simbolo, la fine, la meta non la si raggiunge mai e basta vedere una partita per capire come il giocatore che arriva a schiacciare la palla in realtà vorrebbe continuare a correre e non fermarsi mai, lasciandosi tutti dietro. E’ questo che a noi piace, la verità e la purezza degli intenti. La bellezza salverà il mondo, e per noi un bel gesto vale ancor più di tante belle parole. Vogliamo guardare il mondo con l’ovale nel cuore, con lo sguardo fermo, senza timore e con la certezza che questo mondo può migliorare. Basta mirare dritti alla meta e andare oltre senza fermarsi mai, senza paura. Alla fine i giusti vincono e chi è in errore cade, nessuno dovrebbe mai temere la verità.

A William Ellis il nostro FlexRugby dedica un premio ideale in una sezione speciale: Vedi

Lettera aperta alla Nazionale alla luce dei fatti che avviliscono il paese

Se le cose procedono come è prevedibile che sia gli Azzurri si troveranno al 6 Nazioni in piena crisi di governo, forse la più brutta crisi della storia della Repubblica, una crisi dovuta all’iscrizione nel registro degli indagati per l’ex Ministro della GIUSTIZIA Clemente Mastella. Una storia che agli occhi del mondo risulta incomprensibile, incredibile ed inaccettabile.

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Se sei masochista: Clicca qui per vedere la conferenza stampa di Mastella

L’Italia ne esce con le ossa rotte, la fiducia nella politica è ai minimi storici, la fiducia nella legge (quella uguale per tutti) è ancora più bassa. I giovani non vedono un futuro roseo in questa nazione e sono sempre di più quelli che scelgono di andarsene o quelli che rimangono perché non hanno alternative.

Le peggiori previsioni di Falcone e Borsellino si sono forse avverate. Al caso Mastella si aggiunge il caso De Magistris, la spazzatura napoletana, il caso Toto Cuffaro, calciopoli, vallettopoli… Stop, fermi, qui è tempo di riflettere. Noi non vogliamo puntare il dito contro nessuno, non spetta a noi giudicare, sarà la magistratura. Chi è innocente risulterà tale e chi non lo è domanderà scusa.

E’ tempo di recuperare antichi valori, valori umani, di unità, fratellanza e giustizia.

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Clicca qui per vedere il filmato de “il grande dittatore”

Noi di FlexRugby siamo patrioti, di quel patriottismo che non crede nella nazione come entità suprema ma che crede piuttosto nell’individuo e nei diritti umani e naturali che ad esso si accompagnano. Noi crediamo nell’infinito potenziale che vi è in ogni donna ed in ogni uomo. Crediamo nel bello e nel giusto. Non siamo idealisti, non seguiamo la demagogia, ma ci aggrappiamo alla speranza ed ai valori nei quali crediamo. La “nostra” squadra di rugby si troverà a giocare mentre in Italia regnerà il caos.

A loro non chiediamo tanto di vincere ma di dimostrare alla nazione che esistono ancora uomini giusti, uomini saggi e uomini forti. Persone capaci di rispettare l’arbitro, di rispettare l’avversario, di sacrificarsi per i compagni, di lottare fino alla fine senza mai cedere alla scorrettezza. La vittoria è si un traguardo importante ma lo è ancora di più la strada che si sceglie di percorrere per il suo raggiungimento.

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Ascolta l’inno cantato dagli azzurri

Azzurri siate voi stessi fino in fondo perché se oggi siete dove siete significa che avete coltivato ciò che di più buono c’è in voi. Noi lo sappiamo, il rugby non fa sconti, è meritocratico, i risultati uno li può ottenere solo con sangue e sudore, non esistono scorciatoie. Dimostrate agli ingiusti come sono i giusti, siamo tutti con voi. Siate sereni.

Non c’entra, ma Mastella è sempre Mastella

 

 

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