Dal forum: pensieri di Diego Dominguez

Dal Forum

SUBITO LE NUOVE REGOLE: BASTA CON IL RUGBY MUSCOLARE
L’ITALIA DI MALLETT
Che bello vedere un’Italia messa bene in campo! Un plauso doveroso al ct che ha trasmesso ai ragazzi una mentalità (quasi) vincente che sicuramente porterà a dei risultati.
Per quanto riguarda il gioco, però, siamo ancora indietro, il livello è ancora piuttosto basso. E’ vero che le due partite, con Irlanda e Inghilterra, si potevano anche portare a casa, ma manca ancora (tanta) velocità e un gioco al piede più preciso. E non mi riferisco solo a Masi, riguarda tutti i 3/4 questo aspetto: contro le difese moderne (quando giocavo io c’era più tempo per pensare e eseguire) bisogna usare molto il piede, anche a livello di centri, e sfruttare un timing di inserimento perfetto che gli Azzurri, per il momento, non hanno ancora definito.

LE NUOVE LEVE IN MEDIANA
Non ho preferenze, Travagli e Picone sono entrambi ottimi giocatori, devono solo avere la possibilità di dimostrarlo. Simon partirà presumibilmente titolare a Cardiff ed è giusto che si giochi la sua chance, solo dopo si tireranno le somme. Sono convinto che un dualismo in mediana sia solo stimolante. Anzi, se fosse possibile, getterei nella mischia un altro “nove”: la rivalità genera strepitosi salti di qualità. Mi chiedono tutti di Marcato. Cosa dovrei rispondere? L’ho visto dieci minuti, ha fatto due calci, gioca poco nel suo club… Continuerei con Masi, placcatore formidabile che deve ancora dimostrare quanto vale al piede.

PARISSE E LA MISCHIA
Sergio è un gigante, ha una personalità pazzesca e il ruolo di capitano gli giova. Dà sicurezza a tutta la squadra, sia in touche, sia in mischia. Fino ad ora tutte le scelte di Mallet le trovo corrette.

LE NUOVE REGOLE
Ricordo con nostalgia il “mio” rugby. Non mi manca, però, la partita, il sudore, l’odore del campo: gioco ancora con i miei figli, a “toccato”, e sono convinto di aver smesso al momento giusto.

Quello che mi manca, dicevo, è il rugby degli Anni 90, tutta testa, mani, velocità di gambe e libertà. C’era più poesia, voglia di inventarsi la giocata, il tempo per il colpo ad effetto. La gente non vuole vedere giocatori sempre più grossi che si sfidano a chi è più forte. Desidera il gioco veloce, senza pausa, con meno calci tattici e più “numeri”. Dai nove e i dieci ci si aspetta il gioco di prestigio, la ripartenza da calcio di punizione (sembra scomparsa!). Per questo sono favorevole alle nuove regole che si stanno sperimentando: daranno più sprint al gioco e lo renderanno, se possibile, ancora più gustoso, come vuole il pubblico.

GALLES-ITALIA
Io ci credo, a livello di avanti possiamo mettere sotto chiunque. Loro sono supermotivati, puntano alla vittoria nel Sei Nazioni, ma possiamo farcela, lo sento. Occhio a Hook (anche se parte dalla panchina): grande calcio, visione di gioco, idee e quel coraggio di cui parlavo prima…

Diego Dominguez (Link a Wikipedia)

Nick Mallett convoca Paolo Buso e Ludovico Nitoglia, in campo Bortolami

La notizia è ufficiale: L’ala del Montepaschi Viadana Kaine Robertson e l’estremo del Montpellier David Bortolussi non saranno a disposizione della Squadra Nazionale per il test-match di sabato 23 febbraio al Millennium Stadium di Cardiff contro il Galles, terza giornata dell’RBS 6 Nazioni 2008. Gli esami strumentali a cui gli atleti sono stati sottoposti hanno evidenziato per Kaine Robertson una lesione muscolare di primo grado al terzo distale del bicipite femorale destro, giudicata guaribile in un periodo compreso tra le due e le tre settimane, mentre per David Bortolussi la diagnosi provvisoria è di sospetta infrazione della spina della scapola destra. Per conoscere i tempi di recupero dell’estremo azzurro e del Montpellier sarà necessario attendere ulteriori accertamenti.

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato in loro sostituzione l’esordiente estremo e mediano d’apertura Paolo Buso e l’ala Ludovico Nitoglia (17 caps), entrambi in forza al Cammi Calvisano in campo sabato a Ragusa con l’Italia “A” nella partita persa 15-38 contro gli England Saxons.

La lista degli atleti convocati per il match contro il Galles è aggiornata come segue:

Mauro BERGAMASCO (Stade Francais)
Mirco BERGAMASCO (Stade Francais)
Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC)
Paolo BUSO (Cammi Calvisano)
Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne)
Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers)
Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster)
Santiago DELLAPE’ (Biarritz Olympique)
Carlo FESTUCCIA (Racing Metro Paris)
Ezio GALON (Overmach Cariparma)
Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano)
Andrea LO CICERO (Racing Metro Paris)
Andrea MARCATO (Benetton Treviso)
Andrea MASI (Biarritz Olympique)
Carlos NIETO (Gloucester RFC)
Ludovico NITOGLIA (Cammi Calvisano)
Sergio PARISSE (Stade Francais) – capitano
Enrico PATRIZIO (Carrera Petrarca Padova)
Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain)
Simon PICONE (Benetton Treviso)
Alberto SGARBI (Benetton Treviso)
Josh SOLE (Montepaschi Viadana)
Pietro TRAVAGLI (Overmach Cariparma)
Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano)

Il Giornale: perchè non segue Totti?

E’ da qualche giorno che ci prudono i polpastrelli. Lunedì mattina abbiamo letto un titolo che non ci è piaciuto, il titolo è questo: “Adesso però qualcuno spieghi all’Italia del rugby che si deve anche vincere”. Su quale giornale si è letto? Ovvio sul “negantropico” il Giornale di “belpietrana” memoria. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi (che guarda caso è proprietaria anche di una squadra di calcio) questo era il titolo per non parlare del resto, dell’articolo, eccovi alcuni stralci: <<Mai così vicini alla meta, mai così vicini al miracolo. Eppure anche questa volta l’Italia del rugby dovrà accontentarsi di piacere, non di vincere […] il solito ritornello, quello di un’Italia del rugby che sa lottare ma che si trova sempre con un pugno di mosche in mano. D’accordo, l’Inghilterra non è l’Irlanda, è pur sempre la squadra vicecampione del mondo, ma quella vista in campo ieri al Flaminio, oltretutto decimata dagli infortuni, era probabilmente l’Inghilterra più debole mai incontrata dagli azzurri […] ormai la nazionale di rugby manda in onda sempre il solito film […] ci si ritrova a raccontarci e a scrivere sempre le solite cose: il colpaccio sfiorato, la sconfitta onorevole, il sarà per la prossima volta>>. Dopo un resoconto catastrofista della partita l’articolo si conclude così :<<su 14 sconfitte contro gli inglesi (in 14 incontri) è almeno la più lieve, meglio del 27-20 dei mondiali del ’95. Se può servire, accontentiamoci.>>. Bello, complimenti. Ci sono diversi modi di vedere il rugby, così almeno pare, ci son odiversi modi di guardare più in generale a ciò che ci circonda. Certo potremmo essere accusati di qualunquismo e facile ottimismo cieco. Un rischio che corriamo volentieri, visto che fortunatamente un blog non deve rispondere a nessuno di ciò che pubblica. Ma io credo che per quanto sia vero che l’occasione sia andata persa la realtà dei fatti ci parla di un rugby che nei campi italiani sta crescendo a vista d’occhio. E’ sempre importante ricordare da dove si sta partendo, il nostro sport è antico nel mondo ma giovane in Italia. E’ ovvio che tutti volevano una vittoria la scorsa domenica, gli azzurri più di altri, ma un occhio attento non può che notare la crescita della nazionale italiana. In un articolo come quello letto si nota una facile volontà disfattista, supportata da un’insieme di principi e valori che con il rugby hanno ben poco a che fare. Nessuno obbliga certi organi di stampa a parlare del nostro sport, possono fare a meno ed impegnarsi con tutte le loro energie ad intervistare Totti che con “acuta diplomazia” (così è stata definita da SkyTg 24) lascia intendere che l’Inter è facilitato dagli arbitraggi. Poi perchè non spostare la loro attenzione sui dirigenti del calcio che conta che si insultano l’un l’altro o sulle tifoserie che si picchiano e massacrano di insulti. Del resto è questo ciò che certa stampa vuole, vogliono parlare del caos, della miseria sociale, delle sconfitte. Il filoso Nietzsche diceva che è dal caos che nascono le stelle e quindi per far nascere le stelle certi organi di stampa devono prima fomentare il caos, lo scontento e diffondere rabbia ed ignoranza. Questa è una tecnica conosciuta in comunicazione, si chiama “Negantropia” e serve fondamentalmente per costruire l’immagine di uomini o prodotti forti: prima diffondo paura, incertezza e sconfroto e poi offro la soluzione o il risolutore. Certi quotidiani questa tecnica la utilizzano spesso. Ovviamente non ci parlano di come domenica dentro e fuori lo stadio vi fossero tifosi di ogni età a consumare un momento di festa che nel calcio non vedremo nemmeno tra 20 anni. Questo è quanto, il consiglio: andate ad intervistare Totti e lasciateci in pace.

Parisse: “Giochiamo per vincere, non per fare bella figura”

Ok, noi siamo già pronti, l’appuntamento è per le 15 e 30. La birra è in frigorifero, poi tireremo le tende, ci metteremo sul divano, e la festa potrà iniziare. Tra poco il Flaminio si riempirà di tifosi inglesi e italiani. La nostra convinzione è che vedremo una bella partita, una nazionale italiana determinata e forte e dall’altra parte un Jonny Wilkinson tornato agli antichi splendori (vedi il video).

Prima di continuare segnaliamo una cosa, ci è tornato in mente un titolo del Sun del 1° aprile 2007, in occasione della partita di Champions Roma-Manchester, in quell’articolo si leggeva: “Tifosi del Manchester attenti: c’è un rischio reale che possiate essere attaccati dagli ultras romanisti. Per andare allo stadio evitate il metrò e il ponte Nenni, potreste essere aggrediti”. Ci fermiamo a segnalare l’articolo, a voi le conclusioni.

Per oggi ai tifosi rugbysti diciamo, parola d’ordine: “Meno tifosi e più sportivi” (vedi l’articolo).

Entriamo nel merito, gli azzurri del rugby, Nick Mallett ieri ha afermato: << Sono molto emozionato al pensiero di vedere il pubblico italiano riempire il Flaminio, sarà una partita molto importante e, se riusciremo a migliorare in alcune cose rispetto alla gara al Croke Park con l’Irlanda, avremo l’opportunità di far bene anche contro l’Inghilterra”. Secondo Mallett “sarà importante essere concentrati per tutti gli 80′ minuti di gioco, non solo nelle fasi iniziali, perché ogni attimo della partita può alla fine risultare fondamentale”. E in effetti la partita di ieri Francia-Irlanda ce lo ha dimostrato: bastano pochi minuti per vincere o perdere, non bisogna mai mollare.

Parlando della sua esperienza in Italia Mallett ha poi aggiunto: << sono molto contento dell’ambiente che c’è intorno alla squadra. Prima di scegliere l’Italia già sapevo che c’era questo affetto, così come sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida difficile visto il ritiro di Troncon e l’assenza di un numero 10 di livello internazionale. Comunque sono molto soddisfatto del lavoro fatto fin qui da Masi e Travagli”.

In conferenza la palla passa poi al capitano Sergio Parisse che oggi compie la sua 50/a partita in maglia azzurra: <<Per me sarà una doppia emozione perché farò 50 caps e giocherò per la prima volta in casa da capitano. Il periodo del mondiale non è stato positivo perché non abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati, ma non è vero che la squadra è divisa in clan. I buoni rapporti tra noi giocatori non sono mai venuti meno>>. Non diciamolo nemmeno per scherzo, solo l’unità da la vittoria, solo la capacità del singolo di offrire una parte delle proprie convinzioni in favore di una condivisione totale può portare alla vittoria. Sempre la partita di ieri di Francia-Irlanda lo ha dimostrato. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, citando il filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “uniti come l’acqua coi pesci”.

Parisse conclude affermando che <<sarà un piacere giocare in casa con tutta questa gente. Penso che il loro interesse per il rugby e l’affetto per questa squadra siano la conseguenza del gioco e dei risultati che noi giocatori abbiamo fatto in campo. Ce lo siamo meritati, ma dovremo confermare quanto fatto di buono. Scenderemo in campo per vincere, non per fare bella figura. Non serve giocare bene e perdere di uno o due punti, magari con onore, perché poi alla fine sempre una sconfitta rimane. Io sono fiducioso, sarà sicuramente una battaglia>>

Tanto per farci del male vi ricordiamo un nostro vecchio post: “Lettera aperta alla nazionale“.

Gli azzurri rompono il silenzio: “sarà una grande battaglia”

«Veniamo entrambi da una sconfitta, e sarà sicuramente una grande battaglia. L’Inghilterra è una grande squadra ma noi faremo di tutto per rovinargli la festa» – a parlare è il pilone azzurro Andrea Lo Cicero – «Abbiamo esordito davanti a 83mila persone – continua Lo Cicero – con 6mila italiani, senza però avere il tempo per preparare molto con il nuovo allenatore, Nick Mallett, e senza stare tanto insieme con i compagni. Purtroppo abbiamo fatto degli errori e non sono entrati i calci che potevano aiutarci. Ma siamo una squadra che sta crescendo e che sta cambiando modo di interpretare il nostro rugby: prima tentavamo l’avanzamento soprattutto con i calci; ora le nostre azioni sono quasi tutte alla mano».

Veniamo ora alle ali. Mallett ha scelto il neozelandese – residente in Italia, capitano del Viadana . Kaine Robertson ed Ezio Galon titolare dopo l’infortunio di Canavosio. Tra i due quello che dovrà placcare più duro è sicuramente Robertson che dalle sue parti troverà la belva umana il tongano Lesley Vainikolo già soprannominato il nuovo Jonah Lomu. Con i suoi soli 76Kg Robertson dovrà fronteggiare i 112 Kg del Tongano. Un’impresa ardua che non scalfisce però il proverbiale aplomb di Robertson:<<i giocatori che affrontavo in Nuova Zelanda erano praticamente tutti grandi e grossi come lui. Certo, sarà un avversario molto difficile ma sono abbastanza preparato. Dovrò difendere molto basso altrimenti se mi prende in velocità rischia di spazzarmi via>>.

Mauro Bergamasco ragionando sui numerosi infortunati dell’Inghilterra afferma: «L’Inghilterra rimane fortissima. Sono vice campioni del mondo e i sostituti daranno tutto, per loro è l’occasione di mettersi in mostra e non vorranno fallire. Ecco perché per noi non sarà affatto più facile»

Chiudiamo con il capitano, il giovane Sergio Parisse che afferma: <<La nazionale inglese, malgrado gli infortunati resta una grande squadra. Noi cercheremo di non commettere gli stessi errori di Dublino, ma per battere l’Inghilterra dovremo disputare una partita più che eccezionale>>.

Bene, restiamo in attesa, l’appuntamento è per domenica alle 15e30. Di seguito, tanto per caricarci, un paio di filmati da non dimenticare:

 

Italia – Galles, 10 Marzo 2007, Meta di Robertson

Meta di Andrea Scanavacca a Twickenham contro gli Inglesi

Wilkinson: “ho ancora molto da dire”

“Ho ancora molto da dare”. Dopo la disfatta di Twickenham contro il Galles Jonny Wilkinson alza la voce. In molti pensavano che il ct Brian Ashton potesse accantonarlo per fare spazio al talento emergente Danny Cipriani. Ma non è andata così e a chi lo vede come una stella ormai in discesa risponde tramite un’intervista alla BBC: “Sono sempre stato il primo a giudicare con durezza le mie prestazioni ho imparato molto dalla gara con il Galles e so in cosa posso migliorare. Da ogni sconfitta si può prendere qualcosa di buono e sono convinto che nel lungo termine ci saranno effetti positivi sulla squadra. E se io sono quello tra tutti che deve imparare di più da questa gara, bene. Sono convinto di poter essere un giocatore migliore già dalla partita di domenica con l’Italia”. Ashton volendo, a nostro avviso giustamente, evitare l’effetto “capro espiatorio Wilkinson” fa sapere: “Bisogna che ci sia una presa di responsabilità collettiva da parte del gruppo – ha detto il ct – in campo non ci va un solo giocatore”.

Pochi giorni al fischio di inizio: è calma piatta

Fantastico, i giorni che precedono una partita Italia-Inghilterra (e viceversa) sono incredibili. Ricordano per certi versi una di quelle vecchie partite di scacchi tra USA e URSS. Il gelo cala sui rispettivi uffici stampa, si fa finta di nulla, sembra di vedere i responsabili relazioni pubbliche gironzolare fischiettando con le mani in tasca e guardando il cielo. E’ un clima fantastico.

L’Italia sa di avere le potenzialità per vincere ma non lo vuole dire, sarebbe troppo, loro – quelli con la rosa rossa – il rugby l’hanno praticamente inventato. Gli inglesi non ammetteranno mai di temere l’Italia, non possono proprio perchè loro il rugby lo hanno praticamente inventato. Nella sostanza la partita è gia iniziata, la tensione psicologica è già palpabile. A nostro vantaggio c’è il gigante, la squadra inglese, frastornato per la brutta sconfitta di sabato scorso, certo da parte loro c’è voglia di riscatto ma anche la consapevolezza che è iniziato un novo corso e che la partenza appare più difficile del previsto. Inoltre ci sono i tanti infortuni. Per l’Italia invece c’è la consapevolezza di essere cresciuti, i giocato azzurri iniziano a sentirsi all’altezza dei confronti con le squadre antiche. Si guardano tra loro annuendo, sanno di dover stare con i piedi per terra ma infondo dopo tanta fatica una bella pacca sulla spalla ce la si può dare: la consapevolezza è che si sta dando il massimo. Guardiamo Mauro Bergamasco e ci rendiamo conto d’aver un campione di levatura internazionale in casa. Il nostro capitano è certo giovane ma ha la testa sulle spalle e forte carattere. L’allenatore è di altissimo livello, i tifosi ci sono, certo ci manca il piede di Wilkinson, è un problema, non abbiamo buoni piedi ma basta fare una meta in più ed organizzarci meglio in difesa. Ci stiamo lavorando e chissà che domenica, al Flaminio, si possa scrivere una bella pagina di storia azzurra.