Il Giornale: perchè non segue Totti?

E’ da qualche giorno che ci prudono i polpastrelli. Lunedì mattina abbiamo letto un titolo che non ci è piaciuto, il titolo è questo: “Adesso però qualcuno spieghi all’Italia del rugby che si deve anche vincere”. Su quale giornale si è letto? Ovvio sul “negantropico” il Giornale di “belpietrana” memoria. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi (che guarda caso è proprietaria anche di una squadra di calcio) questo era il titolo per non parlare del resto, dell’articolo, eccovi alcuni stralci: <<Mai così vicini alla meta, mai così vicini al miracolo. Eppure anche questa volta l’Italia del rugby dovrà accontentarsi di piacere, non di vincere […] il solito ritornello, quello di un’Italia del rugby che sa lottare ma che si trova sempre con un pugno di mosche in mano. D’accordo, l’Inghilterra non è l’Irlanda, è pur sempre la squadra vicecampione del mondo, ma quella vista in campo ieri al Flaminio, oltretutto decimata dagli infortuni, era probabilmente l’Inghilterra più debole mai incontrata dagli azzurri […] ormai la nazionale di rugby manda in onda sempre il solito film […] ci si ritrova a raccontarci e a scrivere sempre le solite cose: il colpaccio sfiorato, la sconfitta onorevole, il sarà per la prossima volta>>. Dopo un resoconto catastrofista della partita l’articolo si conclude così :<<su 14 sconfitte contro gli inglesi (in 14 incontri) è almeno la più lieve, meglio del 27-20 dei mondiali del ’95. Se può servire, accontentiamoci.>>. Bello, complimenti. Ci sono diversi modi di vedere il rugby, così almeno pare, ci son odiversi modi di guardare più in generale a ciò che ci circonda. Certo potremmo essere accusati di qualunquismo e facile ottimismo cieco. Un rischio che corriamo volentieri, visto che fortunatamente un blog non deve rispondere a nessuno di ciò che pubblica. Ma io credo che per quanto sia vero che l’occasione sia andata persa la realtà dei fatti ci parla di un rugby che nei campi italiani sta crescendo a vista d’occhio. E’ sempre importante ricordare da dove si sta partendo, il nostro sport è antico nel mondo ma giovane in Italia. E’ ovvio che tutti volevano una vittoria la scorsa domenica, gli azzurri più di altri, ma un occhio attento non può che notare la crescita della nazionale italiana. In un articolo come quello letto si nota una facile volontà disfattista, supportata da un’insieme di principi e valori che con il rugby hanno ben poco a che fare. Nessuno obbliga certi organi di stampa a parlare del nostro sport, possono fare a meno ed impegnarsi con tutte le loro energie ad intervistare Totti che con “acuta diplomazia” (così è stata definita da SkyTg 24) lascia intendere che l’Inter è facilitato dagli arbitraggi. Poi perchè non spostare la loro attenzione sui dirigenti del calcio che conta che si insultano l’un l’altro o sulle tifoserie che si picchiano e massacrano di insulti. Del resto è questo ciò che certa stampa vuole, vogliono parlare del caos, della miseria sociale, delle sconfitte. Il filoso Nietzsche diceva che è dal caos che nascono le stelle e quindi per far nascere le stelle certi organi di stampa devono prima fomentare il caos, lo scontento e diffondere rabbia ed ignoranza. Questa è una tecnica conosciuta in comunicazione, si chiama “Negantropia” e serve fondamentalmente per costruire l’immagine di uomini o prodotti forti: prima diffondo paura, incertezza e sconfroto e poi offro la soluzione o il risolutore. Certi quotidiani questa tecnica la utilizzano spesso. Ovviamente non ci parlano di come domenica dentro e fuori lo stadio vi fossero tifosi di ogni età a consumare un momento di festa che nel calcio non vedremo nemmeno tra 20 anni. Questo è quanto, il consiglio: andate ad intervistare Totti e lasciateci in pace.

Parisse: “Giochiamo per vincere, non per fare bella figura”

Ok, noi siamo già pronti, l’appuntamento è per le 15 e 30. La birra è in frigorifero, poi tireremo le tende, ci metteremo sul divano, e la festa potrà iniziare. Tra poco il Flaminio si riempirà di tifosi inglesi e italiani. La nostra convinzione è che vedremo una bella partita, una nazionale italiana determinata e forte e dall’altra parte un Jonny Wilkinson tornato agli antichi splendori (vedi il video).

Prima di continuare segnaliamo una cosa, ci è tornato in mente un titolo del Sun del 1° aprile 2007, in occasione della partita di Champions Roma-Manchester, in quell’articolo si leggeva: “Tifosi del Manchester attenti: c’è un rischio reale che possiate essere attaccati dagli ultras romanisti. Per andare allo stadio evitate il metrò e il ponte Nenni, potreste essere aggrediti”. Ci fermiamo a segnalare l’articolo, a voi le conclusioni.

Per oggi ai tifosi rugbysti diciamo, parola d’ordine: “Meno tifosi e più sportivi” (vedi l’articolo).

Entriamo nel merito, gli azzurri del rugby, Nick Mallett ieri ha afermato: << Sono molto emozionato al pensiero di vedere il pubblico italiano riempire il Flaminio, sarà una partita molto importante e, se riusciremo a migliorare in alcune cose rispetto alla gara al Croke Park con l’Irlanda, avremo l’opportunità di far bene anche contro l’Inghilterra”. Secondo Mallett “sarà importante essere concentrati per tutti gli 80′ minuti di gioco, non solo nelle fasi iniziali, perché ogni attimo della partita può alla fine risultare fondamentale”. E in effetti la partita di ieri Francia-Irlanda ce lo ha dimostrato: bastano pochi minuti per vincere o perdere, non bisogna mai mollare.

Parlando della sua esperienza in Italia Mallett ha poi aggiunto: << sono molto contento dell’ambiente che c’è intorno alla squadra. Prima di scegliere l’Italia già sapevo che c’era questo affetto, così come sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida difficile visto il ritiro di Troncon e l’assenza di un numero 10 di livello internazionale. Comunque sono molto soddisfatto del lavoro fatto fin qui da Masi e Travagli”.

In conferenza la palla passa poi al capitano Sergio Parisse che oggi compie la sua 50/a partita in maglia azzurra: <<Per me sarà una doppia emozione perché farò 50 caps e giocherò per la prima volta in casa da capitano. Il periodo del mondiale non è stato positivo perché non abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati, ma non è vero che la squadra è divisa in clan. I buoni rapporti tra noi giocatori non sono mai venuti meno>>. Non diciamolo nemmeno per scherzo, solo l’unità da la vittoria, solo la capacità del singolo di offrire una parte delle proprie convinzioni in favore di una condivisione totale può portare alla vittoria. Sempre la partita di ieri di Francia-Irlanda lo ha dimostrato. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, citando il filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “uniti come l’acqua coi pesci”.

Parisse conclude affermando che <<sarà un piacere giocare in casa con tutta questa gente. Penso che il loro interesse per il rugby e l’affetto per questa squadra siano la conseguenza del gioco e dei risultati che noi giocatori abbiamo fatto in campo. Ce lo siamo meritati, ma dovremo confermare quanto fatto di buono. Scenderemo in campo per vincere, non per fare bella figura. Non serve giocare bene e perdere di uno o due punti, magari con onore, perché poi alla fine sempre una sconfitta rimane. Io sono fiducioso, sarà sicuramente una battaglia>>

Tanto per farci del male vi ricordiamo un nostro vecchio post: “Lettera aperta alla nazionale“.

Gli azzurri rompono il silenzio: “sarà una grande battaglia”

«Veniamo entrambi da una sconfitta, e sarà sicuramente una grande battaglia. L’Inghilterra è una grande squadra ma noi faremo di tutto per rovinargli la festa» – a parlare è il pilone azzurro Andrea Lo Cicero – «Abbiamo esordito davanti a 83mila persone – continua Lo Cicero – con 6mila italiani, senza però avere il tempo per preparare molto con il nuovo allenatore, Nick Mallett, e senza stare tanto insieme con i compagni. Purtroppo abbiamo fatto degli errori e non sono entrati i calci che potevano aiutarci. Ma siamo una squadra che sta crescendo e che sta cambiando modo di interpretare il nostro rugby: prima tentavamo l’avanzamento soprattutto con i calci; ora le nostre azioni sono quasi tutte alla mano».

Veniamo ora alle ali. Mallett ha scelto il neozelandese – residente in Italia, capitano del Viadana . Kaine Robertson ed Ezio Galon titolare dopo l’infortunio di Canavosio. Tra i due quello che dovrà placcare più duro è sicuramente Robertson che dalle sue parti troverà la belva umana il tongano Lesley Vainikolo già soprannominato il nuovo Jonah Lomu. Con i suoi soli 76Kg Robertson dovrà fronteggiare i 112 Kg del Tongano. Un’impresa ardua che non scalfisce però il proverbiale aplomb di Robertson:<<i giocatori che affrontavo in Nuova Zelanda erano praticamente tutti grandi e grossi come lui. Certo, sarà un avversario molto difficile ma sono abbastanza preparato. Dovrò difendere molto basso altrimenti se mi prende in velocità rischia di spazzarmi via>>.

Mauro Bergamasco ragionando sui numerosi infortunati dell’Inghilterra afferma: «L’Inghilterra rimane fortissima. Sono vice campioni del mondo e i sostituti daranno tutto, per loro è l’occasione di mettersi in mostra e non vorranno fallire. Ecco perché per noi non sarà affatto più facile»

Chiudiamo con il capitano, il giovane Sergio Parisse che afferma: <<La nazionale inglese, malgrado gli infortunati resta una grande squadra. Noi cercheremo di non commettere gli stessi errori di Dublino, ma per battere l’Inghilterra dovremo disputare una partita più che eccezionale>>.

Bene, restiamo in attesa, l’appuntamento è per domenica alle 15e30. Di seguito, tanto per caricarci, un paio di filmati da non dimenticare:

 

Italia – Galles, 10 Marzo 2007, Meta di Robertson

Meta di Andrea Scanavacca a Twickenham contro gli Inglesi

Wilkinson: “ho ancora molto da dire”

“Ho ancora molto da dare”. Dopo la disfatta di Twickenham contro il Galles Jonny Wilkinson alza la voce. In molti pensavano che il ct Brian Ashton potesse accantonarlo per fare spazio al talento emergente Danny Cipriani. Ma non è andata così e a chi lo vede come una stella ormai in discesa risponde tramite un’intervista alla BBC: “Sono sempre stato il primo a giudicare con durezza le mie prestazioni ho imparato molto dalla gara con il Galles e so in cosa posso migliorare. Da ogni sconfitta si può prendere qualcosa di buono e sono convinto che nel lungo termine ci saranno effetti positivi sulla squadra. E se io sono quello tra tutti che deve imparare di più da questa gara, bene. Sono convinto di poter essere un giocatore migliore già dalla partita di domenica con l’Italia”. Ashton volendo, a nostro avviso giustamente, evitare l’effetto “capro espiatorio Wilkinson” fa sapere: “Bisogna che ci sia una presa di responsabilità collettiva da parte del gruppo – ha detto il ct – in campo non ci va un solo giocatore”.

Pochi giorni al fischio di inizio: è calma piatta

Fantastico, i giorni che precedono una partita Italia-Inghilterra (e viceversa) sono incredibili. Ricordano per certi versi una di quelle vecchie partite di scacchi tra USA e URSS. Il gelo cala sui rispettivi uffici stampa, si fa finta di nulla, sembra di vedere i responsabili relazioni pubbliche gironzolare fischiettando con le mani in tasca e guardando il cielo. E’ un clima fantastico.

L’Italia sa di avere le potenzialità per vincere ma non lo vuole dire, sarebbe troppo, loro – quelli con la rosa rossa – il rugby l’hanno praticamente inventato. Gli inglesi non ammetteranno mai di temere l’Italia, non possono proprio perchè loro il rugby lo hanno praticamente inventato. Nella sostanza la partita è gia iniziata, la tensione psicologica è già palpabile. A nostro vantaggio c’è il gigante, la squadra inglese, frastornato per la brutta sconfitta di sabato scorso, certo da parte loro c’è voglia di riscatto ma anche la consapevolezza che è iniziato un novo corso e che la partenza appare più difficile del previsto. Inoltre ci sono i tanti infortuni. Per l’Italia invece c’è la consapevolezza di essere cresciuti, i giocato azzurri iniziano a sentirsi all’altezza dei confronti con le squadre antiche. Si guardano tra loro annuendo, sanno di dover stare con i piedi per terra ma infondo dopo tanta fatica una bella pacca sulla spalla ce la si può dare: la consapevolezza è che si sta dando il massimo. Guardiamo Mauro Bergamasco e ci rendiamo conto d’aver un campione di levatura internazionale in casa. Il nostro capitano è certo giovane ma ha la testa sulle spalle e forte carattere. L’allenatore è di altissimo livello, i tifosi ci sono, certo ci manca il piede di Wilkinson, è un problema, non abbiamo buoni piedi ma basta fare una meta in più ed organizzarci meglio in difesa. Ci stiamo lavorando e chissà che domenica, al Flaminio, si possa scrivere una bella pagina di storia azzurra.

Introduzione all’intervista rilasciasta da Mallett

Non è fondamentale, potete anche leggere subito l’intervista, ma noi ci teniamo a riconfermare quanto Nick Mallett ci stia entusiasmando. Le sue risposte sono da uomo saggio, le sue osservazioni da sportivo maturo e adulto, lo spirito è quello del giocatore sud africano. Il rispetto per l’Italia trapela in ogni sua intervista, ci rispetta come nazione, come individui. La sua visone è ampia e lo sguardo è proteso al futuro: di certo lavora per vincere nell’immediato ma sta i realtà spianando la strada al rugby italiano dei prossimi dieci anni. Investe sui giovani e crede nei giovani. Le sue osservazioni sul piede di Bortolussi ci convincono e sono in sintonia con il taglio da noi scelto nel commentare la partita contro l’Irlanda. Non dobbiamo a tutti i costi trovare un colpevole e puntare il dito contro Bortolussi che ha evidentemente sbagliato alcuni calci fondamentali. Non erano calci facili, non era una partita facile, nel rugby è così, si può vincere o perdere una partita senza per questo essere sconfitti. Noi la scorsa settimana abbiamo solo perso una partita ma la testa la possiamo tenere alta e lo può fare anche Bortolussi, ci ricordiamo ad esempio di come al 20° minuto del primo tempo sia stato proprio Bortolussi a fermare in estremo il numero 9 dell’Irlanda ormai quasi sulla linea di meta. Per quanto riguarda il giudizio di Mallett su Masi siamo concordi e lo siamo gia dai primi minuti del primo tempo di Irlanda-Italia. Ora vi lasciamo all’intervista a Mallett, non ci resta che attendere ancora pochi giorni per quella che si preannuncia una partita ad alta tensione: per leggere l’intervista clicca qui. Questa sera pubblicheremo uno speciale (video) su Jonny Wilkinson.

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Italia-Inghilterra: le nuove dichiarazioni di Mallett

Il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby Nick Mallett ed il Team Manager Carlo Checchinato hanno incontrato oggi la stampa al Park Hotel “La Borghesiana” di Roma annunciando la formazione che affronterà domenica al Flaminio l’Inghilterra nella seconda giornata dell’RBS 6 Nazioni 2008.

Nick Mallett, CT Italia, sull’Inghilterra prossima avversaria dell’Italia domenica al Flaminio nel secondo match del 6 Nazioni: “Ovviamente abbiamo visionato l’Inghilterra, ma noi dobbiamo concentrarci su noi stessi, pensare a migliorare le tante cose che ci sono da migliorare. Contro l’Irlanda è finita 16-11, ma gli avversari avrebbero potuto segnare due o forse tre mete in più. Siamo stati coraggiosi, abbiamo giocato con cuore, ma siamo stati anche fortunati”.

Nick Mallett, CT Italia, sul mancato utilizzo del gioco al piede da parte del mediano d’apertura Andrea Masi sabato a Dublino contro l’Irlanda: “Sto insegnando ad Andrea a giocare numero dieci, cerchiamo di fare tutti assieme un passo alla volta. Con la crescita della squadra, gradualmente, verrà introdotto anche questo aspetto”.

Nick Mallett, CT Italia, sulla scelta di Ezio Galon in sostituzione dell’infortunato Pablo Canavosio all’ala: “Ezio è un atleta solido, di esperienza, ha giocato bene nei cinquanta minuti in cui è stato impiegato a Croke Park ed è anche mancino, quindi potrà essere particolarmente utile nel gioco al piede difensivo”.

Nick Mallett, CT Italia, sulla conferma di David Bortolussi ad estremo dopo alcuni errori dalla piazzola sabato contro l’Irlanda: “Non mi piace cambiare un giocatore dopo una sola partita, ho parlato con David, sa dove ha sbagliato e dove deve migliorare. I calci sbagliati? Non erano facili e in ogni caso Bortolussi rimane il calciatore con le migliori percentuali realizzative nelle sedute di calci piazzati che Jean-Philippe Cariat svolge quasi quotidianamente”.

Nick Mallett, CT Italia, sulla prestazione della mediana Travagli/Masi contro l’Irlanda: “Pietro ha giocato una buona partita, ha avuto molto da fare e sicuramente ha commesso degli errori dal punto di vista delle decisioni, specialmente in difesa, ma è stato nel complesso sufficiente. Di Andrea Masi sono molto contento, ha difeso in modo impeccabile, ha comunicato con efficacia coi compagni. Entrambi, come tutta la squadra, possono migliorare ancora molto”.

Nick Mallett, CT Italia, sugli aspetti positivi e negativi della partita di sabato con l’Irlanda: “Le rimesse laterali sono state ottime, la mischia solida, la difesa brillante, con oltre il 90% di efficacia nei placcaggi, la mischia solida. Più di tutto ho apprezzato lo spirito combattivo della squadra. Cosa non mi è piaciuto? Nonostante tutto, in difesa avremmo potuto essere organizzati meglio, dobbiamo rivedere l’occupazione degli spazi”.

Carlo Checchinato, Manager Italia, sul Flaminio esaurito: “Sarà bellissimo, è una testimonianza importante di quanto il rugby sia cresciuto in questi anni”.

Carlo Checchinato, Manager Italia, sulle condizioni fisiche del seconda linea Marco Bortolami: “Marco sta recuperando dalla doppia frattura all’orbita oculare sinistra, ha ripreso ad allenarsi con il proprio club senza contatto, potrebbe essere disponibile per la partita con il Galles”.

La Formazione:

ITALIA
15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 15 caps)
14 Kaine ROBERTSON (Montepaschi Viadana, 27 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 37 caps)
12 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 48 caps)
11 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 15 caps)
10 Andrea MASI (Biarritz Olympique, 36 caps)
9 Pietro TRAVAGLI (Overmach Cariparma, 3 caps)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 49 caps) – capitano
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 63 caps)
6 Josh SOLE (Montepaschi Viadana, 24 caps)
5 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, 24 caps)
4 Santiago DELLAPE’ (Biarritz Olympique, 48 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 50 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 7 caps)
1 Andrea LO CICERO (Racing Metro Paris, 72 caps)
a disposizione
16 Carlo FESTUCCIA (Racing Metro Paris, 43 caps)
17 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 48 caps)
18 Carlos NIETO (Gloucester RFC, 21 caps)
19 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, 18 caps)
20 Simon PICONE (Benetton Treviso, 11 caps)
21 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, 3 caps)
22 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, esordiente)