Francia-Irlanda 26 a 21: che partita!

Ieri la Francia ha dimostrato una cosa, per vincere bisogna essere uniti. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, nell’intenzione. Bisogna aver voglia di vincere, dall’inizio alla fine. Certo, giocare in casa da una marcia in più ma resta il fatto che questa Francia si sta dimostrando davvero forte e ancora di più determinata. L’Irlanda resta una grande squadra, lo spirito irlandese è invidiabile, non mollano mai, sanno trovare forza e coraggio anche nelle situazioni più difficili. L’unica pecca degli irlandesi è l’aver accusato il colpo della prima meta, non hanno creduto nella vittoria per circa 10 minuti, tanto è bastato, è li che la loro sconfitta ha preso forma, nella seconda metà del primo tempo.

Al 15° minuto la Francia segna infatti la sua prima meta, l’azione nasce da un errore irlandese a metà campo che offre un varco enorme a Clerc, la difesa resta praticamente a guardare il toro francese che si invola verso i primi 5 punti francesi. Sarà poi sempre l’inferocito Clerc a segnare le altre due mete mentre Elissalde offre un piede da cecchino. A salvare l’onore dell’Irlanda, nel primo tempo, è invece il piede di O’Gara sui calci di punizione. Il primo tempo si chiude quindi con un 19 a 6.

Al 49′ Heymans sfrutta un rimbalzo favorevole a metà campo e segna la quarta meta poi trasformata da Elissalde: 26 a 6 per i francesi e match teoricamente chiuso. A questo punto l’Irlanda non abbassa la testa e lo spirito irlandese inizia finalmente a farsi sentire, inizia un vera battaglia, i giocatori di O’Sullivan utilizzano tutta l’energia di cui dispongono mentre i francesi iniziano a dare segni di stanchezza. I verdi si uniscono e con progressione prendono forza e coraggio.

Al 57 minuto il direttore di gara fischia i 5 punti per l’Irlanda dopo ben tre falli francesi in mischia a pochi metri dalla linea di meta. L’Irlanda inizia a far paura ed i francesi, convinti d’aver gia vinto, danno segni di confusione.

Ora in campo c’è un carro armato verde, l’Irlanda continua a lottare e dopo pochi minuti l’audace Wallace marca la meta della speranza che però non viene trasformata da O’Gara.

Il finale è al cardiopalma con gli irlandesi scatenati che danno una grande dimostrazione di orgoglio, la meta del sorpasso sembra ormai imminente ma la cortina di ferra della difesa francese smorza ogni speranza. La partita finisce quindi 26 a 21.

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Francia-Scozia 27 a 6

Vince la Francia, battuta la Scozia, punteggio 27 a 6 allo stadio di Murrayfield, Edimburgo. Tre le mete dei transalpini, due firmate da Clerc (12’ e 65’) ed una di Malzieu (23’), i 27 punti sono stati completati da: due piazzati e tre trasformazioni di Elissalde (12’ e 23’) e Skrela (65’). Partita da dimenticare per la Scozia che non riesce ad andare oltre  una punizione ed un drop di Parks.

Cercasi stemma per la Nazionale

Ieri ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato dal portale NordEst con il quale, lo dobbiamo dire, ci troviamo ben poco d’accordo. La tesi di NordEst è questa: la Nazionale Italiana sarebbe tra le 6 nazioni dell’omonimo torneo l’unica a non avere una Nazione alle spalle. Se abbiamo ben capito la tesi NordEst vorrebbe al Six Nations una squadra Veneta con propri colori e giocatori ritenendo l’unità dell’Italia una sorta di errore storico. Senza voler entrare in polemica, rispettando totalmente e senza riserve la libertà di opinione dei redattori di NordEst, vorremmo semplicemente ricordare che non solo gli azzurri di Nick Mallett hanno una nazione che li sostiene (e l’affluenza al Flaminio lo dimostra) ma gli stessi giocatori che compongono la squadra nazionale provengono un po’ da tutta Italia. Vi sono poi casi come quello del giovane capitano Sergio Parisse che è figlio di genitori del centro Italia emigrati in Argentina negli anni ’80. Lo stesso allenatore nemmeno è Italiano. Insomma riteniamo che il rugby anche in questo sia decisamente avanti: da sempre si presenta come lo sport che unisce ne sono un esempio la Nazionale Irlandese (che da sempre unisce l’Irlanda del Nord ed Eire in un’unica federazione) ed il Sud Africa che ha fatto della nazionale il simbolo della riappacificazione post fine apatheid (vedi il nostro articolo).

La questione finisce qui, ripetiamo non è nostra intenzione entrare in polemica con NordEst. Questo incipit e questa precisazione ci servono però per mettere in risalto un punto interessante sollevato da questo portale, un punto non fondamentale ma sicuramente curioso. Tutte le squadre che partecipano al sei nazioni hanno uno stemma: la rosa rossa dei Lancaster per l’Inghilterra, per la Scozia se ricordiamo bene è il Cardo, fiore di campo delle highlands con valenza mitica (Braveheart-Wallace lo teneva nel fazzoletto), il Dragone gallese e il Galletto francese ed infine il trifoglio Irlandese. L’Italia non ha uno stemma, la cosa non fa gran differenza ma sarebbe bello trovare un simbolo capace di sintetizzare l’unità della nostra nazione. Se qualcuno tra voi lettori ha un’idea perché non proporla nel nostro forum o in altro spazio, chi lo sa, ne potrebbe uscire qualcosa di buono. Ne siamo certi i Camuni (nostri numerosi lettori) non mancheranno di proporre “il guerriero camuno” o “la rosa camuna” già simbolo (se pur molto stilizzata) della Regione Lombardia.