Signore e signori, a voi Jonny Wilkinson (video)

Lo abbiamo promesso nei giorni scorsi, ecco la prima parte del mimni documentario su Jonny Wilkinson (wikipedia). Una sintesi “arricchita” da contenunti extra del film “Jonny Wilkinson” che trovare sull’omonimo DVD pubblicato dalla Gazzetta dello Sport. Se sei interessato ad acquistare il DVD clicca qui. Vi ricordiamo anche che la Gazzetta dello sport ha pubblicato da poco la nuova collana Rugby Mondiale (clicca qui)

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Vedia anche

i video della partita Irlanda-Italia

Se avete tempo noi vi riconsigliamo questo filmato: “Tanto per ricordare: Colin Meads” clicca qui e “Jonah Lomu, il mito

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Perchè ci piace il Rugby? – Parte 1^: L’eroe

  

Sono tanti gli sport belli, appassionanti, coinvolgenti, se ne potrebbe fare una lista lunghissima.
Citando uno che veniva mandato da se stesso (Lubrano): “la domanda sorge spontanea”. Perché abbiamo scelto di praticare o semplicemente seguire il rugby? Ecco una possibile risposta: perchè il rugby è un condensato di simboli mitici. Pensateci, giocatori come Jonah Lomu (Impossible is nothing), Colin Meads, Dellaglio etc. etc. (lascio a voi la possibilità di finire la lista dei grandi) sono la raffigurazione moderna dell’eroe. Cos’è l’eroe? L’antropologo JOSEPH CAMPBELL diceva, nel libro il potere del mito, che l’eroe è colui che decide di attraversare una foresta piena di insidie, una foresta senza luce, profonda, tenebrosa. L’eroe scende in profondità e combatte contro i demoni, i suoi demoni. che altro non sono che le paure, le incertezze, gli attaccamenti. L’eroe alla fine vince sempre perché non si scoraggia mai e vive le difficoltà, la sofferenza, come occasioni di crescita.  Alla fine, dice Campbell, l’eroe attraversa la foresta e raggiunge la luce e trova un tesoro da riportare in superficie. Ovviamente la foresta, i demoni, la luce ed il tesoro sono tutti simboli di battaglia e vittoria dove la vittoria è determinata essenzialmente dalla grandezza degli intenti e dal coraggio. Mentre la foresta non è altro che la ricerca individuale verso l’interno, introspettiva alla ricerca della forza vitale che esiste in ogn’uno. Questo ben lo sapeva Lucas quando scriveva “Guerre Stellari” (il mito della “Forza sia con te”) e Dante Alighieri nel suo viaggio dall’inferno al paradiso (simbolo anche di un percorso individuale).

Ma cosa c’entra questo con il Rugby?  Beh, pensate a Jonah Lomu, pensate a come dopo aver vinto tutto si sia ritrovato con un rene fuori uso e con la dialisi da fare e come nonostante questo lui sia riuscito a trovare la forza per ricominciare, per lottare e alla fine vincere.

In Africa il mito dell’eroe è rappresentato dal leone, il re leone. Si dice che quando “il leone ruggisce ai cani marciscono le budella”. Ovviamente i cani sono i nostri demoni. Cosa vogliamo essere noi? Cuccioli di leone o cuccioli di cane? Possiamo scegliere ma alla fine o si vince o si perde. E badate bene, per l’eroe la vittoria non è la ricompensa finale ma la lotta stessa è la vittoria. Il Rugby insegna: “non importa se si vince una partita ma come la si è giocata”. sempre in merito al Re leone, All’africa ed al Rugby non  vi pare simbolico che proprio il rugby sia oggi il simbolo delal vittoria sulla segregazione raziale in sud africa? e che Nelson Mandela, il grande Nelson Mandela (che ha lotato in silenzio nella sua prigione per oltre 20 anni) identifichi nella squadra del Sud Africa un simbolo positivo da diffondere e tramandare?

Alla fine di una partita ci si deve domandare: “ho dato il 100%”, “ho tirato fuori tutto il coraggio di cui dispongo?”. E questo vale anche nella vita.  Dare il 100% significa non mollare mai e mettere sempre il massimo sia nelle grandi che nelle piccole imprese senza mai sottovalutare la sfida. Si dice che il leone impieghi la stessa energia sia per combattere un potente nemico che per combattere una formica. Ma l’eroe combatte per sé? L’eroe non combatte mai per sé perché lui sa che il se e gli altri sono la stessa cosa, per dirla alla “Rugby” il singolo giocatore e la squadra sono la stessa cosa… sono la Forza della frase “che la forza sia con te”… domandiamoci: è meglio un passo fatto da cento persone o cento passi fatti da una sola persona? Non so, dipende, ma questo è argomento della prossima puntata di “Perché ci piace il rugby”.

E lal fine torno a proporvi un video di Nelson Mandela: L’eroe, il Re Leone… ascoltate la sua voce, la sua voce è il ruggito del Re Leone… 20 anni in prigione, solo, a riflettere e pensare, senza ai perdere il sorriso e la speranza… come dovrebbe essere nel rugby e nella vita…

il rugby che ci piace: Marco Paolini

Dopo l’articolo di ieri sul nuovo Ct del Sud Africa come simbolo di un lungo processo verso la diffusione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani oggi torniamo a parlare del rugby che ci pice, quello di valore, quello che insegna a crescere nella vita e nella società ancor prima che sul campo.

Lo facciamo parlando di Marco Paolini un attore comico/drammatico che torna su La7 con “Album d’aprile”.  

Un’anticipazione di questo spettacolo la potete vedere in questo filmato [clicca qui] presente sul nostro blog sin dalla sua apertura.

La versione integrale di “Album d’Aprile” andrà in onda il 2 febbraio alle 21,30, in occasione del campionato di rugby «Sei Nazioni» su La7.

Lo spettacolo, ripreso in diretta da uno spazio per concerti, il Fillmore di Cortemaggiore in provincia di Piacenza, avrà le musiche di Lorenzo Monguzzi (dei Mercanti di Liquori).

Album d’aprile appare per la prima volta nel ‘95. Sembra avere per argomento il rugby e la vita che si sviluppa tra il campo di gioco e la piazza. In realtà parla di crescita, di politica, della pulsione a cambiare il mondo. E cambiare, per Nicola e i suoi amici, significa soprattutto fare politica, magari in modo confuso e senza arrivare ad un risultato. Alla vigilia dell’esame di maturità, Nicola forse sa che «la società perfetta» non esiste, ma guai rassegnarsi, guai abbandonare la spinta. Il racconto è intrecciato di storie vere di sport, di bar, di piazza.

Consiglio del giorno: guardate il video di Colin Meads [clicca qui] Rugby di altri tempi, un giocatore degli All Blacks che, tra le altre cose, ha disputato una partita con un braccio rotto!! follie di altri tempi…

 Appuntamento quindi su La7 il 2 febbraio alle 21e30.

Tanto per ricordare: Colin Meads

Visto che oggi parliamo di storia (con il Sud Africa e Nelson Mandela)… aggiungiamo un video su Colin Meads, storica seconda linea neozelandese votato miglior rugbier del XX Secolo

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