L’ezioni di rugby: l’arbitro

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Il filmato è tratto dalla collana “Il Grande Rugby” della Gazzetta dello Sporto

Il DVD lo potete trovare in vendita nel sito ufficiale della Gazzetta cliccando su questo link

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Video Partita R.V.C. vs. Desenzano

Stiamo ultimando la codifica del file “video della partita R.V.C. vs. Desenzano di domenica 27 gennaio”. A breve pubblicheremo i filmati: 1° e 2° tempo + interviste + clip “pillole di rugby: l’arbitro”.

6 nazioni 2008. Irlanda:In dubbio la presenza di O’Driscoll

La Nazionale Irlandese è in fibrillazione per il suo capitano. Brian O’Driscoll potrebbe infatti non giocare nella sfida contro l’Italia. Uno dei capitani più amati dagli irlandese potrebbe non entrare in campo il 2 di febbraio al Croke Park di Dublino per via di un brutto infortunio all’anca. Brian O’Driscoll gioca nella Nazionale dal 1999, ha capitanato i British & Irish Lions (i migliori giocatori delle isole britanniche) nella tournée in Nuova Zelanda dell’estate 2005 ed ha giocato ben 8 tonei del 6 Nazioni.

Brian O’Driscoll moment of genius

La Nazione, tante piccole condanne impunite

Il globale è fatto dal locale. Le qualità morali di una nazione sono fatte dalla morale del singolo. Dal Giornale di Brescia del 13 novembre 2007: << Condannato per falso il comandante dei vigili>>. Il titolo si riferisce al Comandate dei Vigili (o Polizia Municipale) di Darfo Boario Terme (profondo Nord), il signor Alessandro Mensi, condannato dalla prima sezione pena­le del Tribunale (presidente Enrico Fischetti), a 1 anno e 15 giorni (pena sospesa) per falso ideologico. L’accusa, rappresentata in aula dal pm Francesca Stilla, ha contestato al comandante, difeso dall’avvocato Luisa Morelli, le modalità con le quali nel 2001 assunse tre vigili stagionali. Ora, a Roma poco tempo fa il capo dei vigili urbani si è dimesso perché pizzicato a parcheggiare in un parcheggio riservato ai disabili mentre in questo piccolo paese della Provincia di Brescia – non toccato dai grandi media nazionali – il signor Mensi è ancora al suo posto mentre gli organi di informazione della Vallecamonica non ne parlano. Quante storie simili ci saranno in Italia? Quanto i media locali ci informano davvero? E’ forse giunto il momento di fare una grande rivoluzione morale? A voi le risposte.

Passiamo ora alla Nazione. Una dichiarazione di Antonio Di Pietro (non poteva farla prima? Comunque, meglio tardi che mai): Ho inviato al Presidente del Consiglio e Ministro della Giustizia Romano Prodi una lettera per esprimere le mie preoccupazioni sulle recenti nomine del Comitato direttivo della scuola della Magistratura di Benevento. Nomine fatte, tra gli ultimissimi atti del suo mandato, dall’ex-ministro della Giustizia Mastella. Già nei mesi scorsi avevo inutilmente lanciato l’allarme sul fatto che alcune modifiche normative, fortemente sostenute dal Ministro della Giustizia dell’epoca, palesavano il rischio di possibili condizionamenti dell’autonomia della magistratura. E le nomine, consumate nell’ultimo giorno in carica del precedente Ministro, non possono che avallare quei timori.

Mediaset: «Stop al servizio su Mastella», Sortino lascia le Iene

Lo sapete noi di FlexRugby non ci limitiamo a parlare di Rugby. Ci sono molti altri blog e altre testate giornalistiche che lo fanno anche meglio di noi. Cito ad esempio un blog che a noi piace molto: rugby1823 (per chi non lo sapesse il 1823 si presume si l’anno in cui è nato il rugby, vedi l’articolo). Noi partiamo dal rugby, dai valori che ci insegna, per poi guardare alla società in cui viviamo. Riteniamo che si possa e si debba essere rugbisti sul campo, durante gli allenamenti e nella vita quotidiana. Noi preferiamo accostare al grande rugby internazionale piccole storie di rugby quotidiano, come diciamo noi (il rugby guardato dal basso). Inoltre sapete anche, se ci state seguendo, che noi siamo molto attenti al sistema dei media nazionali (ed anche locali) in quanto è da li che proveniamo, anzi per la verità è in quel settore che alcuni di noi lavorano, questo blog è senza scopo di lucro e lo facciamo solo per passione.

Ora, tutta questa premessa per parlarvi di un fatto che ci deve far riflettere, il fatto è questo: Alessandro Sortino, la iena dai capelli rossi che da anni fa servizi scomodi nel napoletano (sanità, corruzione, privilegi) non fa più le iene, gli hanno bloccato un servizio sul figlio di Mastella. Vi ricordate del nostro articolo dal titolo “Quando il rugby intacca il sistema”? In quell’articolo abbiamo riportato la nostra tesi sul perché le grandi emittenti si rifiutano di dare il giusto spazio al rugby. Abbiamo detto che per motivi economici e politici i direttori di rete lavorano per mantenere il livello del target il più basso possibile. Gli uomini veri, quelli del rugby, piacciono poco al sistema dell’informazione, sono troppo autentici, giusti, e corretti. Il sistema dell’informazione preferisce parlare di Moratti, di Moggi, degli scontri tra i tifosi del calcio, di come quel giocatore ha chiamato la figlia etc. etc. Parola d’ordine “non far crescere culturalmente il target”. “La verità non va mai detta, bisogna lavorare per creare un mondo finto, dobbiamo coltivare il terreno ideale per la pubblicità e per la politica di partito”, questo è ciò che pensano i direttori di rete, i direttori di palinsesto ed i manager delle grandi emittenti. Credeteci, parliamo per cognizione di causa.

Il fatto “Sortino” è molto grave, all’intervistatore del Corriere della Sera la ex Iena dice: “Mediaset impedisce la messa in onda questa sera del mio servizio sul viaggio a Ceppaloni con il mio scambio con il figlio del ministro Mastella, Elio». «Sono stato diffamato dal figlio di un ministro e da un ministro e la mia azienda non mi permette di dirlo. Non ci sono più le condizioni per fare le Iene, cioè la libertà e la leggerezza». «Nel pezzo, giudicato equilibrato anche dai miei capi – insiste Sortino – raccontavo con la mia telecamera quello che realmente è accaduto, con immagini in più rispetto a quelle riprese da Sky Tg24. Se fosse andato in onda, si sarebbe visto che non ho fatto alcuna illazione sul lavoro del figlio di Mastella. Sono arrivato quando si stava già sfogando con alcuni giornalisti della carta stampata. L’unica domanda che gli ho fatto riguardava il patrimonio immobiliare, la casa acquistata a prezzi di favore. Altre domande che si sentono nel filmato, peraltro legittime, sono state fatte dal giornalista di Sky».

A nostro avviso il modo migliore per dire la nostra è non guardare più le Iene, credeteci è il modo migliore, l’Audience da il potere al popolo, alle gente, qualche punto in meno negli ascolti equivale a perdite di centinaia di migliaia di euro. Quindi più Internet e meno Tv. Scusateci se ogni tanto inseriamo articoli che con il rugby c’entrano ben poco, ma noi siamo fatti così.

 

Chi è sortino: vedi filmato reporter diffuso (interessante intervista con bella tesi, che sottoscriviamo, sulle immagini sporche).
Vedi il filmato (non concluso) dell’incontro con il figlio di Clemente

Chi è Nick Mallet, la video intervista

Da Rugby1823 (.blogosfere.it) – Nato il 30 ottobre 1956, da novembre Nick Mallett è il nuovo ct della nazionale italiana di rugby. Un curriculum impressionante, da giocatore e da allentatore, e le idee ben chiare in testa. Ecco la prima parte dell’intervista di Blogosfere a Mallett, dove racconta questi due mesi d’esperienza azzurra, tra tour de force e lezioni d’italiano. Domani la seconda parte (su tre) dell’intervista.Continua su Blogosfere >>

Nei prossimi giorni cercheremo di approfondire meglio la figura di Mallet, ed in particolare vi proporemo dei filmati che lo riguardano nel periodo della sua militanza nel Sud Africa come giocatore e come allenatore.

Finisce l’Heineken Cup.. ma tutto procede bene

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Finisce per le italiane l’Heineken Cup. Un risultato per certi versi amaro e che denota la necessità di uno scatto di reni per il rugby italiano. Dobbiamo ancora crescere… e cresceremo. L’aspetto positivo è che vi sono ancora grandi margini ed alcuni segnali positivi. Come ha dichiarato Mallett la nazionale italiana ha iniziato un nuovo corso e ciò presume una volontà del rugby italiano di puntare sulle nuove leve e trovare nuove forze. Il verdetto della Heineken Cup non è di certo un punto di arrivo ma piuttosto un punto di partenza e le migliaia di nuovi giovani che calcano i campi nazionali ne sono la testimonianza. Stiamo crescendo e questo è un dato di fatto, basta gurdare ai risultati proprio di questa coppa  Continua>>