Cammi Calvisano-Overmach Parma: Tutti in meta per i bambini dell’ABD

C’è l’occasione di fare del bene e di partecipare ad una bella festa.
Domenica 24 febbraio “Tutti in meta” evento di beneficienza in favore dell’Associazione ABD, associazione di genitori di bambini diversamente abili e di volontari che aiutano questi ragazzi a raggiungere una migliore qualità della vita ed a sviluppare pienamente le proprie capacità
Stadio S. Michele Calvisano ore 15 Coppa Italia: Cammi Calvisano-Overmach Parma; a seguire terzo tempo con intrattenimento musicale e consegna premi della lotteria, tra cui: maglia del capitano del Calvisano, pallone della partita
Costo del biglietto per la partita e la lotteria: 15 euro
Info prevendita: 030968012 – 3933324940 – 3393794521
Dimenticavo… nel biglietto sono compresi 1 birra+1 panino e nell’estrazione (dei biglietti) ci sono anche dei biglietti per ITALIA SCOZIA del sei nazioni..

Nick Mallett convoca Paolo Buso e Ludovico Nitoglia, in campo Bortolami

La notizia è ufficiale: L’ala del Montepaschi Viadana Kaine Robertson e l’estremo del Montpellier David Bortolussi non saranno a disposizione della Squadra Nazionale per il test-match di sabato 23 febbraio al Millennium Stadium di Cardiff contro il Galles, terza giornata dell’RBS 6 Nazioni 2008. Gli esami strumentali a cui gli atleti sono stati sottoposti hanno evidenziato per Kaine Robertson una lesione muscolare di primo grado al terzo distale del bicipite femorale destro, giudicata guaribile in un periodo compreso tra le due e le tre settimane, mentre per David Bortolussi la diagnosi provvisoria è di sospetta infrazione della spina della scapola destra. Per conoscere i tempi di recupero dell’estremo azzurro e del Montpellier sarà necessario attendere ulteriori accertamenti.

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato in loro sostituzione l’esordiente estremo e mediano d’apertura Paolo Buso e l’ala Ludovico Nitoglia (17 caps), entrambi in forza al Cammi Calvisano in campo sabato a Ragusa con l’Italia “A” nella partita persa 15-38 contro gli England Saxons.

La lista degli atleti convocati per il match contro il Galles è aggiornata come segue:

Mauro BERGAMASCO (Stade Francais)
Mirco BERGAMASCO (Stade Francais)
Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC)
Paolo BUSO (Cammi Calvisano)
Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne)
Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers)
Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster)
Santiago DELLAPE’ (Biarritz Olympique)
Carlo FESTUCCIA (Racing Metro Paris)
Ezio GALON (Overmach Cariparma)
Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano)
Andrea LO CICERO (Racing Metro Paris)
Andrea MARCATO (Benetton Treviso)
Andrea MASI (Biarritz Olympique)
Carlos NIETO (Gloucester RFC)
Ludovico NITOGLIA (Cammi Calvisano)
Sergio PARISSE (Stade Francais) – capitano
Enrico PATRIZIO (Carrera Petrarca Padova)
Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain)
Simon PICONE (Benetton Treviso)
Alberto SGARBI (Benetton Treviso)
Josh SOLE (Montepaschi Viadana)
Pietro TRAVAGLI (Overmach Cariparma)
Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano)

Bortolussi infortunato: “più buia è la notte e più vicina è l’alba”

Per Nick Mallett, il nostro coach sudafricano, il 6 nazioni 2008 si presenta come una sfida sempre più ardua. Nella prossima partita contro il Galles mancheranno infatti David Bortolussi (link wikipedia) e Kaine Robertson (wiki) entrambi infortunati. Per l’estremo – David – si parla addirittura di una spalla rotta e ciò lascia presumere la sua assenza da tutto il proseguo del torneo. Una notizia inaspettata che destabilizza ogni pianificazione da parte dello staff azzurro. Tuttavia questa circostanza infausta potrebbe spingere il coach a testare nuovi giovani e ciò se contestualizzato in una visione a medio-lungo termine toglierebbe un po’ di amarezza alla notizia.

 

Ci preme sottolineare quanto dispiace per David.

Dispiace moltissimo, la sua partecipazione alle prime due partite del Six Nations 2008 è stata caratterizzata da luci ed ombre, molta stampa e molti “tifosi” hanno voluto concentrare l’attenzione sugli errori sorvolando invece su quanto di buono il giocatore ha fatto nei primi 160 minuti del torneo. Siamo certi che se non vi fosse stato questo infortunio avremmo visto una progressione nelle performance dell’atleta azzurro. Continuare nel torneo voleva dire molto per Bortolussi, ci dispiace e speriamo di rivederlo presto in nazionale. Per altro oggi non vi sono molte alternative a Bortolussi, lo stesso Mallett precisa che nelle sessioni di allenamento non vi sono azzurri migliori di lui nei calci piazzati. Certo è un giocatore che soffre ancora troppo la pressione avversaria ma quello è un “problema” che si risolve solo giocando, solo facendo esperienza.

In sostituzione a Bortolussi Mallett potrebbe schierare Marcato con Masi numero 10, oppure mettere Marcato apertura e Galon come estremo. In molti però danno come probabile la partecipazione di Paolo Buso, una giovane promessa del Cammi Calvisano

Per Kaine l’infortunio è meno grave dovrebbe saltare “solo” la prossima partita contro il Galles. Infortunato anche Pratichetti ma sulle sue condizioni lo staff azzurro non si sbilancia. Una torneo tutto in salita quindi per Mallett ed i suoi ragazzi, ma di questo non ci si deve preoccupare troppo, un monaco giapponese del 1200, Nichiren Daishonin, soleva dire: “Di fronte alle difficoltà lo stolto indietreggerà mentre il saggio si rallegrerà” e ancora “più buia è la notte e più vicina è l’alba”. Nella sostanza, come già si è detto più volte, la nostra sensazione è che Mallett stia costruendo il futuro del rugby italiano e che le difficoltà sono fisiologiche in un percorso di crescita che mira dritto ad una vittoria finale e totale. Le stessa cosa vale per Bortolussi: “più buia è la notte e più vicina è l’alba”, tieni duro e presto ti rivedremo più forte di prima.

Il Giornale: perchè non segue Totti?

E’ da qualche giorno che ci prudono i polpastrelli. Lunedì mattina abbiamo letto un titolo che non ci è piaciuto, il titolo è questo: “Adesso però qualcuno spieghi all’Italia del rugby che si deve anche vincere”. Su quale giornale si è letto? Ovvio sul “negantropico” il Giornale di “belpietrana” memoria. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi (che guarda caso è proprietaria anche di una squadra di calcio) questo era il titolo per non parlare del resto, dell’articolo, eccovi alcuni stralci: <<Mai così vicini alla meta, mai così vicini al miracolo. Eppure anche questa volta l’Italia del rugby dovrà accontentarsi di piacere, non di vincere […] il solito ritornello, quello di un’Italia del rugby che sa lottare ma che si trova sempre con un pugno di mosche in mano. D’accordo, l’Inghilterra non è l’Irlanda, è pur sempre la squadra vicecampione del mondo, ma quella vista in campo ieri al Flaminio, oltretutto decimata dagli infortuni, era probabilmente l’Inghilterra più debole mai incontrata dagli azzurri […] ormai la nazionale di rugby manda in onda sempre il solito film […] ci si ritrova a raccontarci e a scrivere sempre le solite cose: il colpaccio sfiorato, la sconfitta onorevole, il sarà per la prossima volta>>. Dopo un resoconto catastrofista della partita l’articolo si conclude così :<<su 14 sconfitte contro gli inglesi (in 14 incontri) è almeno la più lieve, meglio del 27-20 dei mondiali del ’95. Se può servire, accontentiamoci.>>. Bello, complimenti. Ci sono diversi modi di vedere il rugby, così almeno pare, ci son odiversi modi di guardare più in generale a ciò che ci circonda. Certo potremmo essere accusati di qualunquismo e facile ottimismo cieco. Un rischio che corriamo volentieri, visto che fortunatamente un blog non deve rispondere a nessuno di ciò che pubblica. Ma io credo che per quanto sia vero che l’occasione sia andata persa la realtà dei fatti ci parla di un rugby che nei campi italiani sta crescendo a vista d’occhio. E’ sempre importante ricordare da dove si sta partendo, il nostro sport è antico nel mondo ma giovane in Italia. E’ ovvio che tutti volevano una vittoria la scorsa domenica, gli azzurri più di altri, ma un occhio attento non può che notare la crescita della nazionale italiana. In un articolo come quello letto si nota una facile volontà disfattista, supportata da un’insieme di principi e valori che con il rugby hanno ben poco a che fare. Nessuno obbliga certi organi di stampa a parlare del nostro sport, possono fare a meno ed impegnarsi con tutte le loro energie ad intervistare Totti che con “acuta diplomazia” (così è stata definita da SkyTg 24) lascia intendere che l’Inter è facilitato dagli arbitraggi. Poi perchè non spostare la loro attenzione sui dirigenti del calcio che conta che si insultano l’un l’altro o sulle tifoserie che si picchiano e massacrano di insulti. Del resto è questo ciò che certa stampa vuole, vogliono parlare del caos, della miseria sociale, delle sconfitte. Il filoso Nietzsche diceva che è dal caos che nascono le stelle e quindi per far nascere le stelle certi organi di stampa devono prima fomentare il caos, lo scontento e diffondere rabbia ed ignoranza. Questa è una tecnica conosciuta in comunicazione, si chiama “Negantropia” e serve fondamentalmente per costruire l’immagine di uomini o prodotti forti: prima diffondo paura, incertezza e sconfroto e poi offro la soluzione o il risolutore. Certi quotidiani questa tecnica la utilizzano spesso. Ovviamente non ci parlano di come domenica dentro e fuori lo stadio vi fossero tifosi di ogni età a consumare un momento di festa che nel calcio non vedremo nemmeno tra 20 anni. Questo è quanto, il consiglio: andate ad intervistare Totti e lasciateci in pace.

La partita è finita, 19-23, abbiamo perso ma andiamo avanti

Finisce la partita, cosa dire, una partita difficile da giudicare. Alti e bassi, momenti di grande cuore e momenti di grande confusione. Parisse e Bergamasco ottimi, come sempre, grande esperienza da parte loro. Poca invece l’esperienza dei giovani della squadra italiana, il possesso di palla c’è stato, il cuore c’è stato solo alcuni errori ed un pizzico di sfortuna hanno impedito ai nostri di vincere. Un pizzico di esperienza in più e forse la vittoria. Contro Wilkinson il minimo errore significa prendere punti contro, non sbaglia praticamente mai. Un po’ di esperienza in più e avremmo gestito meglio alcune occasioni. Cosa dire, dispiace, dispiace molto ma quando questi giocatori avranno quel poco di esperienza in più allora avremo risultati diversi. Il corso di Mallett è partito e noi se pur con lo sconforto nel cuore non possiamo che dirci comunque contenti, sarà per la prossima, ormai ci siamo. Bortolussi, che dire, noi non ce la sentiamo di puntare il dito contro di lui ha fatto errori ma anche ottime cose. E’ la squadra che vince ed è la squadra che perde, sempre. Un appunto ai tifosi, la squadra si sostiene quando sta vincendo ma anche e soprattutto quando sta perdendo, certi momenti di silenzio al Flaminio lasciano più amaro in bocca della sconfitta. Infondo non è un grande problema aver perso, se poi il punteggio è di 19 a 23 insomma, lo possiamo accettare. L’importante è continuare a crescere. Noi siamo contenti, ora rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare per far crescere il movimento, un passo alla volta, un metro alla volta e poi arriverà il giorno in cui l’Italia vincerà addirittura il torne del 6 nazioni. Se la determinazione è costante, senza farsi distrarre da quanto pubblico ci segue, allora prima o poi saremo sulla vetta del rugby. La verità è questa lo sforzo anche dell’ultimo giocatore dell’ultima squadra italiana di rugby contribuiscono alla costruzione di una nazionale vincente. Se la determinazione c’è ed è costante, anche nei momenti difficili, allora poi la vittoria arriva, allora la vittoria diventa solo una questioen di tempo, solo una questioene di tempo.

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76° Meta di Picone, 19 a 23
L’Italia non molla, non molla, Simon Picone intercetta un passaggio nei 22 inglesi, si invola, è solo, va in metà!, Bortolussi trasforma, 19 a 23
58° Wilkinson piazza ancora, 12-23

Del Fava placca un giocatore inglese, trattiene la palla quanto basta per farsi fischiare un calcio contro. Ovviamente Wilkinson piazza.
53° Bortolussi butta tra i pali, 12 a 20
Da una Touche nei 22 italiani l’Italia inizia un “carrettino” inarrestabile, arriviamo ai 22 inglesi, l’Italia è nuovamente in partita, gli inglesi commettono fallo. Bortolussi si prepara, sembra tranquillo, silenzio nello stadio, calcio, il pallone entra tra i pali.
43° Bortolussi calcia tra i pali, 9 a 20
In mischia il pilone inglese cerca ancora di far cadere la mischia. Punizione, Bortolussi cerca di trasformare, silenzio nel Flaminio, Bortolussi butta tra i pali. Siamo ancora in partita.
35° minuto Wilkinson segna il 20° punto inglese
Crolla due volte la mischia, non si capisce perché ma l’arbitro fischia un calcio contro all’Italia. Non si capisce, sono i piloni inglesi che non ce la fanno. Comunque, Wilkinson chiede la trasformazione. Praticamente da metà campo, stadio congelato, sposta un ciuffo d’erba che lo infastidisce, si mette nella sua solita posizione quasi in preghiera, calcia, Wilkionson butta la palla tra i pali. 6 a 20.
28° Calcio piazzato di Wilkinson, 6 a 17
Su punizione Bortolussi calcia in touche nei 22 metri inglesi. Touche vinta dall’Italia. Palla aperta, Mirco Bergamasco placcato. Palla ancora in possesso italiano, pulita. Palla aperta da Parisse, Gonzalo Canale placcato, trattiene la palla è fallo. Wilkinson calcia in touche nei 22 italiani. Sulla Touche Del Fava compie fallo. Wilkinson ovviamente non sbaglia. E’ in partita, Wilkinson è in partita. Segnaliamo i pessimi fischi del tifo italiano.
14° Meta inglese, 6 a 14
Avanti di Wilkinson. Mischia per l’Italia. Travagli apre, Masi passa la palla, Bortolussi stoppato dal giocatore inglese, Wilkinson fa un’ottima regia e l’ala inglese schiaccia in meta. Wilkinson, ovviamente, piazza anche da posizione impossibile. Brutta incertezza di Bortolussi che offre la meta su un piatto d’argento.
11° Bortolussi centra nuovamente i pali: 6 a 7
azione che nasce da mischia italiana, calcetto di Parisse, Travagli abbatte Lesley Vainikolo che cerca l’intercetto, Vainikolo commette un avanti, calcio per l’Italia e Bortolussi piazza. 6 a 7. Bravo Bortolussi. Ottima reazione italiana alla prima meta inglese.
5° Bortolussi piazza, 3 a 7
calcio di punizione di Bortolussi, palla centrale ma molto distante. Piazzato. Ci riavviciniamo
2° Inghilterra in meta, 0-7
Siamo partiti alla grande, continuo possesso di palla. Ma a 2 minuti dal fischio di inizio siamo in touche sulla linea di 10 metri nel campo inglese… persa la touche. Calcio fantastico di Wilkinson e Sackey va in meta.
Inizia la partita
Ok , ci siamo, mancano pochi minuti, la tensione è alta ma l’atmosfera serena, tanti sorrisi in campo. Lo stadio Flaminio pieno, una grande giornata di festa. Che sport, ragazzi, che sport. Intervista a Wilkinson: <<io non sono qui per dimostrare d’essere ancora il fulcro della mia nazionale, io sono qui per fare ciò che so fare meglio e per dare il massimo>>. Entra la Nazionale, via con l’inno, in 30.000 al Flaminio, tutti in piedi.

Parisse: “Giochiamo per vincere, non per fare bella figura”

Ok, noi siamo già pronti, l’appuntamento è per le 15 e 30. La birra è in frigorifero, poi tireremo le tende, ci metteremo sul divano, e la festa potrà iniziare. Tra poco il Flaminio si riempirà di tifosi inglesi e italiani. La nostra convinzione è che vedremo una bella partita, una nazionale italiana determinata e forte e dall’altra parte un Jonny Wilkinson tornato agli antichi splendori (vedi il video).

Prima di continuare segnaliamo una cosa, ci è tornato in mente un titolo del Sun del 1° aprile 2007, in occasione della partita di Champions Roma-Manchester, in quell’articolo si leggeva: “Tifosi del Manchester attenti: c’è un rischio reale che possiate essere attaccati dagli ultras romanisti. Per andare allo stadio evitate il metrò e il ponte Nenni, potreste essere aggrediti”. Ci fermiamo a segnalare l’articolo, a voi le conclusioni.

Per oggi ai tifosi rugbysti diciamo, parola d’ordine: “Meno tifosi e più sportivi” (vedi l’articolo).

Entriamo nel merito, gli azzurri del rugby, Nick Mallett ieri ha afermato: << Sono molto emozionato al pensiero di vedere il pubblico italiano riempire il Flaminio, sarà una partita molto importante e, se riusciremo a migliorare in alcune cose rispetto alla gara al Croke Park con l’Irlanda, avremo l’opportunità di far bene anche contro l’Inghilterra”. Secondo Mallett “sarà importante essere concentrati per tutti gli 80′ minuti di gioco, non solo nelle fasi iniziali, perché ogni attimo della partita può alla fine risultare fondamentale”. E in effetti la partita di ieri Francia-Irlanda ce lo ha dimostrato: bastano pochi minuti per vincere o perdere, non bisogna mai mollare.

Parlando della sua esperienza in Italia Mallett ha poi aggiunto: << sono molto contento dell’ambiente che c’è intorno alla squadra. Prima di scegliere l’Italia già sapevo che c’era questo affetto, così come sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida difficile visto il ritiro di Troncon e l’assenza di un numero 10 di livello internazionale. Comunque sono molto soddisfatto del lavoro fatto fin qui da Masi e Travagli”.

In conferenza la palla passa poi al capitano Sergio Parisse che oggi compie la sua 50/a partita in maglia azzurra: <<Per me sarà una doppia emozione perché farò 50 caps e giocherò per la prima volta in casa da capitano. Il periodo del mondiale non è stato positivo perché non abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati, ma non è vero che la squadra è divisa in clan. I buoni rapporti tra noi giocatori non sono mai venuti meno>>. Non diciamolo nemmeno per scherzo, solo l’unità da la vittoria, solo la capacità del singolo di offrire una parte delle proprie convinzioni in favore di una condivisione totale può portare alla vittoria. Sempre la partita di ieri di Francia-Irlanda lo ha dimostrato. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, citando il filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “uniti come l’acqua coi pesci”.

Parisse conclude affermando che <<sarà un piacere giocare in casa con tutta questa gente. Penso che il loro interesse per il rugby e l’affetto per questa squadra siano la conseguenza del gioco e dei risultati che noi giocatori abbiamo fatto in campo. Ce lo siamo meritati, ma dovremo confermare quanto fatto di buono. Scenderemo in campo per vincere, non per fare bella figura. Non serve giocare bene e perdere di uno o due punti, magari con onore, perché poi alla fine sempre una sconfitta rimane. Io sono fiducioso, sarà sicuramente una battaglia>>

Tanto per farci del male vi ricordiamo un nostro vecchio post: “Lettera aperta alla nazionale“.

Francia-Irlanda 26 a 21: che partita!

Ieri la Francia ha dimostrato una cosa, per vincere bisogna essere uniti. Bisogna essere diversi nel corpo ma uniti nella mente, nell’intenzione. Bisogna aver voglia di vincere, dall’inizio alla fine. Certo, giocare in casa da una marcia in più ma resta il fatto che questa Francia si sta dimostrando davvero forte e ancora di più determinata. L’Irlanda resta una grande squadra, lo spirito irlandese è invidiabile, non mollano mai, sanno trovare forza e coraggio anche nelle situazioni più difficili. L’unica pecca degli irlandesi è l’aver accusato il colpo della prima meta, non hanno creduto nella vittoria per circa 10 minuti, tanto è bastato, è li che la loro sconfitta ha preso forma, nella seconda metà del primo tempo.

Al 15° minuto la Francia segna infatti la sua prima meta, l’azione nasce da un errore irlandese a metà campo che offre un varco enorme a Clerc, la difesa resta praticamente a guardare il toro francese che si invola verso i primi 5 punti francesi. Sarà poi sempre l’inferocito Clerc a segnare le altre due mete mentre Elissalde offre un piede da cecchino. A salvare l’onore dell’Irlanda, nel primo tempo, è invece il piede di O’Gara sui calci di punizione. Il primo tempo si chiude quindi con un 19 a 6.

Al 49′ Heymans sfrutta un rimbalzo favorevole a metà campo e segna la quarta meta poi trasformata da Elissalde: 26 a 6 per i francesi e match teoricamente chiuso. A questo punto l’Irlanda non abbassa la testa e lo spirito irlandese inizia finalmente a farsi sentire, inizia un vera battaglia, i giocatori di O’Sullivan utilizzano tutta l’energia di cui dispongono mentre i francesi iniziano a dare segni di stanchezza. I verdi si uniscono e con progressione prendono forza e coraggio.

Al 57 minuto il direttore di gara fischia i 5 punti per l’Irlanda dopo ben tre falli francesi in mischia a pochi metri dalla linea di meta. L’Irlanda inizia a far paura ed i francesi, convinti d’aver gia vinto, danno segni di confusione.

Ora in campo c’è un carro armato verde, l’Irlanda continua a lottare e dopo pochi minuti l’audace Wallace marca la meta della speranza che però non viene trasformata da O’Gara.

Il finale è al cardiopalma con gli irlandesi scatenati che danno una grande dimostrazione di orgoglio, la meta del sorpasso sembra ormai imminente ma la cortina di ferra della difesa francese smorza ogni speranza. La partita finisce quindi 26 a 21.